Come e quando lavoreremo

Samsung_wearable_Gear2NeoSamsung ha presentato una ricerca sull’evoluzione della vita lavorativa e sulle modifiche dei relativi spazi in conseguenza all’introduzione delle imminenti tecnologie. Nuove serie di app, insieme alla crescita del wearable (nella foto, Samsung Gear 2 Neo da 4GB), permetteranno alle persone di capire quando il loro lavoro è più produttivo (power hours), di quanto sonno hanno bisogno e quando devono “ricaricarsi”. Grazie a questi dati, si potrà quindi analizzare quando si rende di più e strutturare il proprio orario di lavoro nei momenti più adatti della giornata. Nel presentare la ricerca, Lysa Clavenna, Head of Innovation Samsung Europe, ha precisato: “Con l’adozione di un approccio al benessere più olistico si potrà capire quando si è più attivi e quando invece ci si deve prendere una pausa, riposare il corpo e liberare la mente. E le imprese più lungimiranti ripenseranno il modo di rapportarsi con il luogo di lavoro”.
La tecnologia contribuirà ad eliminare il classico orario dalle-nove-alle-cinque; già oggi, secondo la ricerca di Samsung condotta su 4.500 lavoratori, tre quarti degli intervistati svolgono mansioni personali durante l’orario di lavoro (75%) e mansioni lavorative nel tempo libero (77%); il 38% afferma che questo modo permette di produrre di più nella stessa quantità di tempo, mentre il 32% ritiene che così sia possibile gestire meglio le attività personali e afferma di sentirsi meno stressato. Buon lavoro (e buon riposo).

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Milano Design Week 2015: dettagli

 POST N. 600     POST N. 1001011000     ENJOY! 

 
“Dio è nei dettagli” (Ludwig Mies van der Rohe)
#SPECIALE OFFICE OBSERVER
SaloneUfficio 2015 Workplace 3.0 + Fuorisalone: dettagli

Twitter timeline danilopremoli in tempo reale

 
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SaloneUfficio 2015: appuntamenti Workplace 3.0

Appuntamenti Workplace 3.0 SaloneUfficio 2015
La Passeggiata, Pad. 24, Agorà

Martedì 14 aprile
15.00
Qualità ambientale nel workplace
Relatori: Marco Predari, Jacopo Acciaro, Stefano Bordone, Cristiana Cutrona,
Renzo Caimi, Alessio Bellin
Modera: Renata Sias

Mercoledì 15 aprile
11.00
Conversazione sul ruolo dell’industrial design nella ripresa per il settore ufficio
Relatori: Marco Predari (presidente Assufficio), Luciano Galimberti (presidente ADI), Marco Bonetto (progettista), Angelo Cortesi (progettista), Danilo Premoli (progettista e blog Office Observer)

 
15.00
Andiamo! In marcia!
Relatore: Michele De Lucchi

Giovedì 16 aprile
11.00
L’evoluzione del workplace
A cura di Ied Istituto Europeo di Design
Relatori: Nora Trentini e Chiara Costanzelli di Rbsgroup

15.00
Office design – oltre le postazioni di lavoro
A cura di: Scuola del design – Dipartimento di Design e Consorzio Polidesign del Politecnico di Milano
Relatori: Giorgio Dal Fabbro, Michele Dall’Orto, Jacopo Della Fontana, Silvia Piardi, Marco Predari
Modera: Francesco Scullica

Venerdì 17 aprile
11.00
Verso una “umanizzazione” degli spazi di lavoro
Relatore: Maria Vittoria Capitanucci

15.00
L’ufficio al cinema
Relatori: Dario D’Incerti, Giuseppe Varchetta

Sabato 18 aprile
15.00
Extreme-open-space
A cura di: Naba
Relatori: Subash Mukerjee, Luca Macrì, Emanuele Lomello

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SaloneUfficio 2015: La Passeggiata di Michele De Lucchi

“In un mondo in costante e rapida evoluzione, l’ufficio è il luogo maggiormente soggetto a trasformazioni legate ai cambiamenti sociali, economici e culturali. Nasce così per il Salone 2015 “La Passeggiata”, una metafora sull’importanza del non stare fermi. Anche nell’ufficio è più importante muoversi che sostare e il paesaggio interno ed esterno hanno un ruolo fondamentale nella creazione dell’ufficio stesso che diventa il luogo in cui poter anche ricevere degli stimoli. Paradossalmente diventano oggi più importanti gli spazi come la reception o la cucina, un angolo di verde in un luogo inaspettato, una sala riunioni particolarmente confortevole e il percorso per arrivare alla propria postazione di lavoro piuttosto che la postazione stessa. La realizzazione di questa visione vedrà un allestimento suddiviso in quattro aree tematiche: Club, Uomini Liberi, Agorà, Laboratorio.

Il Club
È l’area destinata agli incontri e agli scambi con le persone, una sorta di piattaforma di comunicazione in cui lo spazio è piacevolmente informale e può ricordare le sale di attesa degli alberghi o degli aeroporti, ospitali e comode. Le sale d’attesa si sono evolute diventando il punto di riferimento per gli uffici aperti e liberi, senza scrivanie e senza obbligo di presenza. Nel Club tutto è organizzato in modo da favorire le modalità di lavoro possibili, ma anche per poter soddisfare la voglia di un caffè o mangiare in qualsiasi momento del giorno e della notte.

Uomini Liberi
Lo spazio di lavoro deve incoraggiare lo scambio di idee e competenze, alla base del processo creativo e produttivo, rendendo possibile però il giusto equilibrio tra “l’io” e “il noi”, tra il bisogno di concentrarsi in privato e la necessità di condividere. L’ambiente ufficio deve essere un luogo stimolante, eccitante e creativo in cui l’ambito relazionale ha un ruolo determinante: nutrire la creatività del singolo e sviluppare le potenzialità del lavoro di gruppo. Deve poter però consentire anche di sentirsi protetti e isolati, di ricevere una persona privatamente e lavorare indisturbati se necessario.

Agorà
Un padiglione ideato per consentire diverse tipologie di incontri: conferenze, presentazioni, proiezioni, esposizioni, spettacoli e eventi speciali. Un’area in cui presentare le proprie idee e conoscere quelle degli altri, dove incontrare i colleghi e scambiare e condividere informazioni e opinioni, un’area all’interno della quale sentire il senso della comunità.

Laboratorio
Nel laboratorio si concretizza il processo creativo che dà origine a documenti, presentazioni e prototipi in 3D, immagini, software e applicazioni. Qui è possibile apprendere lavori manuali, esplorare nuovi strumenti, inventare e aggiornarsi perché i diversi processi contribuiscono alla creazione e al consolidamento della comunità.

Il verde circonda lo spazio di lavoro de “La Passeggiata”: un giardino che offre la possibilità di scegliere dove e come svolgere al meglio il proprio lavoro. Grazie alla natura e alla vegetazione circostante si può assistere all’alternarsi delle stagioni, godere del profumo dei fiori, beneficiare e riconoscere la bellezza dell’universo. Così come la contaminazione e l’ibridazione che si osserva nelle piante lasciate incolte, così la creatività si manifesta in quelle aree che non rientrano in una specifica disciplina o categoria della conoscenza e questi “spazi incolti” risultano vibranti e ricchi. Un ufficio lasciato deliberatamente “incolto” potrebbe essere il luogo ideale per la germinazione dei semi più fertili. Uno spazio sterile penalizza il benessere delle persone e ne inibisce le potenzialità e quindi anche l’arte entra nello spazio di lavoro e ne diventa parte integrante, stimolando i sensi e l’immaginazione e contribuendo a creare un ambiente informale che allevia il peso della giornata lavorativa e favorisce le relazioni umane”.

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Giants of Design 2015

[dal nostro inviato speciale Federico Delrosso]

Allen_DelrossoSi è svolto a Palm Spring il “4 Giants of Design” meeting, organizzato dalla rivista americana Interior Design. Sono stati invitati i 100 più importanti studi americani, selezionati non solo per dimensione, ma anche per particolarità progettuale. Ho avuto il privilegio di essere tra gli invitati, come unico rappresentante europeo: ringrazio quindi Cindy Allen, Interior Design Editor in Chief (nella foto), per avermi coinvolto in questa interessante esperienza, che è stata un’occasione per incontrare personaggi importanti in modo informale e in totale condivisione di una serie di attività ludico/creative come solo gli americani sanno organizzare.

Il format prevedeva diversi interventi su alcuni temi di attualità, con la partecipazione di architetti, aziende, opinion leader, in modo da avere riflessioni e punti di vista diversi, coinvolgendo attivamente i presenti, invitati ad intervenire in modo divertente e creativo (come la sfida dei “team player”, in cui gruppi di 10 designer avevano la possibilità di comporre una scultura/architettura utilizzando elementi sagomati ad incastro). Cindy Allen ha come sempre dominato la scena, con la sua grande capacità ed entusiasmo, aprendo i lavori con il suo intervento che ha illustrato il nuovo progetto della rivista, totalmente rinnovata: un racconto, non solo di progetti, ma di uomini, di architetti, di clienti.

Tra gli interventi più interessanti: “Building in six words” di Larry Smith (smithmag.net), che ha condotto un interessante esperimento sul come ognuno di noi abbia una propria storia che può essere descritta in sei parole, condividendone un’esperienza tra i presenti; Brad Grossman (zeitguide) ha illustrato un report dove si afferma che Science, Technology, Engineering e Math (Stem) siano il futuro dell’economia, e che cresceranno del 13% tra il 2012 e il 2022, cioè più velocemente della crescita occupazionale, spiegando quindi il perché di tanto interesso verso questo genere di startup. Solo recentemente è stato introdotto un altro acronimo Steam che al precedente ha aggiunto la A di art e design, riconoscendo alla creatività un valore assoluto sul quale investire nel prossimo decennio.

Un ultimo interessante intervento è stato quello di Michael Phillips di Jamestown, importante società di sviluppo immobiliare, che ha spiegato come l’azienda abbia focalizzato il proprio interesse sul mondo della creatività, coinvolgendo architetti, designer, artisti, musicisti a creare valore aggiunto nelle loro iniziative di sviluppo di interi quartieri a Brooklyn e in generale in Usa.

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Office Observer newsletter #23 marzo 2015

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Office Observer newsletter #23 marzo 2015

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architetti, interior designer, studi di progettazione, space planner, general contractor.

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SaloneUfficio 2015: le aspettative #10

[Le aspettative #10: gli interventi di Parisotto+Formenton e Massimo Tacconi]

Presentato da Michele De Lucchi (in questo video) e Marco Predari, presidente Assufficio (a questo link), il SaloneUfficio 2015, a Fieramilano Rho dal 14 al 19 aprile, ha per titolo “Workplace 3.0″ e riunirà in un unico spazio le diverse componenti dell’ambiente ufficio.

Quali sono le aspettative di progettisti e addetti ai lavori? In questa decima puntata Office Observer lo ha chiesto a Parisotto+Formenton e Massimo Tacconi.

Parisotto_FormentonAldo Parisotto e Massimo Formenton, Parisotto+Formenton Architetti
In occasione del Salone del Mobile 2015, la fiera dedicata agli spazi di lavoro cambia, significativamente, nome da SaloneUfficio a “Workplace 3.0″. Questo che può sembrare un dettaglio o una mossa mediatica è in realtà un segno molto manifesto della presa d’atto che i modi, e quindi gli spazi, in cui oggi si lavora sono molto cambiati. La tecnologia, sempre in accelerazione, consente adesso di poter lavorare da qualunque luogo, grazie alla miniaturizzazione di scrivanie ed archivi (sta tutto in un tablet e una “nuvola”) e alle veloci connessioni. Non esiste più quindi uno spazio rigidamente connotato per lo svolgimento delle attività lavorative visto che si può lavorare da casa, in aeroporto o all’aria aperta. Ma esistono comunque ancora, ovviamente, luoghi dove principalmente si lavora, si incontrano persone, ci si riunisce, si crea. Questi workplace sono necessariamente luoghi più flessibili: ci siamo da sempre, ed anche recentemente, confrontati con progetti di spazi di lavoro, uffici, showroom: li intendiamo come ambienti contemporanei dove le funzioni degli spazi e le relazioni tra le persone sono più liquidi, ibridi. Si trascorre molto più tempo fuori casa che a casa, soprattutto nelle grandi città, quindi necessariamente come progettisti dobbiamo preoccuparci della qualità ambientale degli spazi che progettiamo, che si traduce in benessere e qualità della vita per i fruitori dei nostri progetti. Così, gli ambienti di lavoro hanno assunto connotazioni estetiche e di comfort più domestiche ed informali, dove alcune aree ed arredi nati per la casa possono inserirsi con grande efficacia. D’altro canto, per chi lavora a casa, è nato nel design degli interni e degli arredi il concetto di home office, dove piccoli spazi o singole postazioni riproducono un mini ambiente di lavoro con caratteristiche come la luce perfetta sul piano di lavoro e le ergonomie necessarie.
Ci immaginiamo uno spazio di lavoro 3.0 concepito per trasmettere il dinamismo degli ambienti alle persone e alle idee: un grande spazio fluido, ininterrotto, dove le varie attività si mescolano e si intersecano, fluiscono le une nelle altre, come lo scorrere creativo delle idee. Le zone, necessarie e sane, delle pause le creiamo come “bolle”, come intervalli spaziali: aree separate dal contesto, spazi piccoli e privati dentro spazi grandi e condivisi. Si evidenziano come delle eccezioni all’interno di aree aperte ed ininterrotte: i confini sono membrane a permeabilità variabile, che possono isolare visivamente ed acusticamente con livelli modificabili di trasparenza. La configurabilità degli scenari delle bolle e la personalizzazione dell’ambiente è lasciata al singolo fruitore che può intervenire sull’atmosfera regolando calore, colori, luci, suoni e trasparenze; ed essere iper-connesso od isolato secondo le necessità.

Massimo_TacconiMassimo Tacconi, Tacconi & Design
In qualità di dealer rivenditore da oltre trent’anni specializzato nel settore (e siamo rimasti veramente in pochi grazie anche alle politiche dissennate di diverse aziende produttrici) spero che il SaloneUfficio 2015 rimetta al centro la scelta da parte delle aziende di non tenere “il piede in due scarpe”, ovvero vendo direttamente quando “mi conviene” (e si è visto come sono finite diverse aziende che hanno seguito questa politica) o tramite dealer quando è una fornitura che non mi interessa o reputata troppo piccola. Inoltre, mancano e credo e temo mancheranno, quei prodotti che hanno fatto la storia del design (e che hanno permesso alle aziende e ai dealer di crescere) a causa della ricerca esasperata del prezzo con la conseguente omologazione del prodotto.
Sono stato per questi trent’anni agente esclusivista della Castelli, che per chi non ricorda ha messo in produzione questi prodotti, solo per ricordarne alcuni, che hanno fatto la storia del design (ma anche dei cambiamenti del lavoro e dell’ergonomia): Dalle Nove Alle Cinque, Porsche, DSC, Vertebra, Penelope, Sistema parete. Oggi è tutto un fiorire di gambette in alluminio o pseudo alluminio, ovvero ferro verniciato, e piani da 18 millimetri su esili strutture; pareti vetrate monolastra, bilastra ecc. cioè più edilizia che arredamento. Io ho aggiornato la mia azienda e forse in modo avveduto non mi sono buttato nel famoso contract, che sembrava l’affare e che ha fatto saltare diversi dealer: per usare una frase milanese, che credo non sarà difficile da tradurre: “ofelè fa’ il to mestè”.

 #Speciale Office Observer SaloneUfficio 2015: le aspettative 

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 #Speciale Office Observer SaloneUfficio 2013: le aspettative 

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Le variazioni cromatiche di Libeskind

Oikos_colori_LibeskindUna nuova tavolozza cromatica e un’installazione presso la Statale di Milano per la Milano Design Week 2015 sono i primi frutti della collaborazione tra l’archistar Daniel Libeskind e Oikos, azienda italiana che da oltre trent’anni sviluppa un’articolata ricerca per elaborare colore e materia per l’architettura sostenibile. “Lavoro da anni con molte persone e realtà in tutto il mondo – ha raccontato Libeskind nel presentare la collezione -, ma questo con Oikos è stato un progetto speciale: per me il colore è l’essenza stessa della vita, non solo un pigmento cromatico”. Mentre Claudio Balestri, presidente Oikos, ha sottolineato come: “La forza dei colori e della nostra materia è quella di nascere da un pensiero specifico, da un momento creativo unico e di non avere limiti. È il frutto della ricerca Oikos del “senso della materia”: un percorso che, in sinergia con gli architetti, trasforma un prodotto industriale in una materia artigianale, elaborata su misura. Sono convinto che questa partnership, nata da una comune visione di intenti, sia destinata a durare ben oltre questa operazione”.
La collaborazione tra Oikos e Daniel Libeskind continua anche per il Fuorisalone 2015 nell’ambito della mostra “Energy for Creativity” promossa dalla rivista Interni (13 aprile – 24 maggio), celebrata da una Lectio Magistralis dell’architetto nell’Aula Magna della Statale prevista il 15 aprile.

Iscriviti alla Lectio Magistralis di Daniel Libeskind.

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Da leggere nel Web #08

Letture online per fine marzo (e questo mese anche un bel video sulla tolleranza di genere, razza e religione). Enjoy!

L’architettura come marchio globale è in via di estinzione?
di Alain Guiheux, Il Giornale dell’Architettura online.

JLL adopts an open-space office, taking a cue from high-tech clients
di Nathan Donato-Weinstein, Silicon Valley Business Journal.

Open international competition Bauhaus Museum Dessau
Foundation Bauhaus Dessau, in occasion of the 100th Bauhaus anniversary.

Bloomsbury_MargolinWorld History of Design
Victor Margolin
Bloomsbury Publishing
Isbn 9781472569288



 Office Observer Da leggere nel Web 

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Made Expo 2015: i più

Office Observer ha scelto 3prodotti3 tra le novità presentate a Made Expo, che ha contato 208.302 visitatori e 1.450 aziende.

Il più invisibile
Sistemi_RasoPareteSistemi RasoParete ha sviluppato una tecnologia innovativa e unica per soluzioni complanari alle pareti completamente su misura, in grado di far scomparire tutti gli elementi architettonici che si vogliono nascondere alla vista e restituire allo spazio il luogo da protagonista, mettendosi al servizio del progetto. I sistemi chiudono raso muro un vano e ne organizzano gli spazi interni, ma sono anche valide soluzioni adatte a nascondere gli impianti. I pannelli e gli stipiti possono essere preverniciati in azienda con fondi appositi, per facilitare la tinteggiatura in cantiere e rifinirli con facilità, a seconda delle esigenze.


Il più urbano
3D_Surface_CastrignanoAndrea Castrignano ha disegnato per 3D Surface la parete tridimensionale Citymap: “Una città utopica caratterizzata da una babele di strade in cui perdersi. Una texture ricca di particolari che danno vita ad una vera e propria città tridimensionale”. Dimensioni pannello: 850x1000x15 mm.


Il più solare
Hella_avvolgibile-Luz-GranluceAzienda austriaca che sviluppa e produce sistemi di protezione solare, Hella ha presentato Luz Granluce, avvolgibile di ultima generazione che permette di regolare la quantità di luce e di calore a seconda delle esigenze, ricreando un’illuminazione naturale, evitando riflessi fastidiosi e diffondendo la luce in modo ottimale, particolarmente adatto anche negli ambienti di lavoro. L’azienda ha inoltre comunicato che il marchio Corradi è entrato a far parte del gruppo Hella.


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