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Speciale Podcast #37: Gerardo Sannella

  1. Come saranno ripensati gli uffici per rendere più bilanciato il rapporto tra lavoro in ufficio e lavoro a casa (o comunque non in ufficio)?
  2. Tenuto anche conto dell’esigenza in prospettiva del “distanziamento sociale” come cambieranno gli spazi di lavoro e gli arredi?
  3. Se il lavoro individuale sarà sempre di più svolto da remoto, quali dotazioni degli spazi favoriranno la collaborazione dove è necessaria la presenza fisica?
  4. Come sarà tutelata la nostra privacy in un contesto in cui la tecnologia è destinata a monitorarci sempre di più?
  5. Cosa rimarrà, intimamente e professionalmente, di questa emergenza?
Speciale Podcast #37:
Gerardo Sannella, Mygg (06:19)

 

 
 Speciale Podcast “L’ufficio dopo il virus” 

 

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100 case cantoniere: pubblicato il bando di assegnazione

Dislocate su tutto il territorio nazionale, le case cantoniere sono un simbolo della rete stradale italiana con il loro colore codificato “rosso pompeiano” RAL 3001: oggi Anas (Gruppo FS Italiane) promuove un bando per la loro riqualificazione.

Il bando fa seguito ad una manifestazione di interesse, condotta lo scorso autunno, finalizzata a promuovere richieste di concessione di case cantoniere. Tra le numerose proposte pervenute, oltre un centinaio si sono dimostrate di rilevante valore, con presentazione di progetti non solo rispondenti ai requisiti esposti, ma anche definiti nel complesso e nei particolari, che hanno fatto intendere una reale disposizione all’impegno. In linea con gli strumenti urbanistici vigenti si prevede di realizzare, sulla base delle proposte imprenditoriali e in funzione della localizzazione e della consistenza, un’attività ricettiva di qualità e funzioni complementari come ristorazione, centri informativi e didattici, stazioni per la ricarica dei veicoli elettrici.
“Questa operazione – spiega l’AD di Anas, Massimo Simonini – si inserisce nell’ottica della riqualificazione, dell’accessibilità e della fruizione degli immobili di proprietà Anas. Attraverso il recupero di questi edifici dal rilevante valore iconico vogliamo promuovere un modello di sviluppo sostenibile in termini ambientali e socio economici per i territori dove sono ubicati, rivitalizzando l’economia locale ed i suoi microsistemi industriali, incentivando un turismo diffuso di qualità, oltre ad offrire all’utenza della strada quanti più servizi possibili, in linea con gli standard comunitari, a sostegno della mobilità e della viabilità, inclusa quella sostenibile. In ultima sintesi restituendo una nuova dimensione a questo patrimonio architettonico che da un secolo testimonia la storia e l’evoluzione del nostro Paese”.

In riferimento alla distribuzione geografica delle case cantoniere interessate dal bando, la regione con più fabbricati richiesti è la Sardegna (30), seguita da Lombardia (12), Abruzzo (10), Toscana e Lazio (entrambe 7). A quota 5 si attestano Puglia, Emilia Romagna, Calabria e Piemonte, mentre con 3 ciascuna Valle d’Aosta e Sicilia. Infine chiudono la lista, Marche, Campania e Veneto con 2 e Liguria ed Umbria con una ciascuna. Tra i soggetti che hanno depositato le richieste, il 41% è rappresentato da società, il 31% da privati, il 15% da Enti, Amministrazioni pubbliche e protezione civile, l’8% da associazioni e cooperative ed il restante 5% da aziende agricole.
Nella trasformazione degli immobili sono previsti dal bando, oltre alla conservazione dei manufatti originari e il loro miglior inserimento nel paesaggio sia da un punto di vista ambientale che percettivo, anche l’utilizzo di materiali compatibili con l’ambiente e con l’architettura storica, e colori coerenti con i caratteri paesaggistici del luogo, garantendo il permanere del colore rosso pompeiano codificato, della targa con l’indicazione della Strada Statale e della chilometrica e dello stemma identificativo di Anas.

I soggetti interessati dovranno far pervenire le offerte digitali, corredate dalla documentazione richiesta, sul → Portale Acquisti Anas entro le ore 12.00 del 15 giugno 2021.
Navigando la → mappa è possibile visualizzare, evidenziate in rosso, le 100 case cantoniere interessate dal bando.

 

→ #Speciale REAL ESTATE
 
Gli ultimi articoli pubblicati sul sito RE² (Requadro), testata indipendente di riferimento del mondo immobiliare nella rubrica ARCHITETTURA curata da OFFICE OBSERVER | Danilo Premoli

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Libro della Settimana [April 08, 2021 at 10:01AM]

→ Archivio LIBRO DELLA SETTIMANA

 
La rubrica Libro della Settimana del blog Office Observer | Danilo Premoli propone in home page un volume da non perdere, con il link diretto alla scheda di presentazione sul sito dell’editore.
 
La segnalazione di un nuovo titolo sarà online tra sette giorni.


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Design della Settimana selezionato nella rubrica Prodotti: WallPepper [April 07, 2021 at 10:01AM]

→ Archivio PRODOTTI

 
Design della Settimana scelto da Office Observer | Danilo Premoli. Una nuova segnalazione sarà online tra sette giorni. Da non perdere!


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Da leggere nel Web #78

 
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Progetto: Spacelab_ per Iris Londra

→ Archivio PROGETTI
→ Archivio VIDEO

 
Il blog Office Observer | Danilo Premoli pubblica nella → rubrica PROGETTO/LINKCHAT una selezione dei più importanti uffici realizzati nel mondo, presentati direttamente dagli autori, siano grandi studi o singoli progettisti di valore, su incarico di multinazionali o di piccole aziende. Le segnalazioni: office interior, workplace, creative office, smart working, vengono poi raccolte periodicamente in una serie di → video che restituiscono lo stato dell’arte dell’office design internazionale.


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La biodiversità della Valle d’Astino vince il Premio Nazionale del Paesaggio

La Valle d’Astino di Bergamo, a pochi minuti dalla città, ha vinto la III edizione del Premio Nazionale del Paesaggio e diventa il candidato dell’Italia per la VII edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. I partner del progetto sono: Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo, Parco dei Colli di Bergamo, Valle d’Astino Srl (Società proprietaria dell’intero complesso dell’ex Monastero d’Astino e interamente partecipata dalla Fondazione Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo, soggetto proponente), Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”, Centro Studi sul Territorio, Università degli Studi di Bergamo; hanno partecipato, inoltre, imprese agricole, aziende e associazioni.

Questa la motivazione del Premio: “Per la restituzione alla pubblica fruizione di un paesaggio in stato di degrado che rischiava di essere oggetto di interventi speculativi; per la multidimensionalità con cui il progetto ha agito in modo virtuoso sul territorio, ponendo grande attenzione alla governance e alle modalità con cui le azioni proposte e attuate rappresentino una sicura garanzia di continuità dell’iniziativa basata su criteri di sviluppo sostenibile; per l’approccio multidisciplinare al paesaggio nella organica attenzione alla dimensione economico-produttiva, a quella ambientale, a quella estetica, a quella storico-culturale e, non da ultimo, alla dimensione sociale; per aver generato un esemplare processo di costruzione di paesaggi di prossimità ed evidenziato la volontà e l’impegno di una comunità tenace ed operosa”.

Il progetto persegue in maniera integrata ed efficace gli obiettivi indicati nel bando del Mibact: riqualificazione e valorizzazione di beni architettonici e storico-artistici, materiali e immateriali, dei paesaggi rurali tradizionali, delle aree degradate, con il preciso intento di supportare la sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale dell’area, il contrasto al rischio idrogeologico e l’attuazione di forme di turismo sostenibile, senza trascurare i temi dell’accessibilità e dell’inclusione.

Con il restauro conservativo dell’edificio del monastero e delle cascine dell’area e con il recupero del reticolo di coltivazioni, il mosaico di coltivi e terrazzamenti vitati che caratterizzava la valle, è stato tutelato l’alto valore del paesaggio, minacciato dal degrado e dal consumo di suolo. Il progetto offre anche importanti spunti sul tema della rigenerazione delle periferie e delle cinture verdi, andando a implementare una serie di azioni integrate che hanno riportato l’area al centro dell’ecosistema urbano, in connessione con la città storica.

Il paesaggio della valle d’Astino fa parte della rete ecologica del Parco dei Colli, che comprende corridoi ecologici per la conservazione delle biocenosi, potenziando la biodiversità, promuovendo le colture biologiche senza escludere la presenza antropica, ma al contrario promuovendola in maniera non invasiva. Per tale ragione la valle è raggiungibile in macchina soltanto fino a un punto di sosta e accoglienza progettato secondo criteri di mitigazione ambientale.

→ Video Valle d’Astino, Bergamo
→ Premio Nazionale del Paesaggio 2021

→ #Speciale REAL ESTATE
 
Gli ultimi articoli pubblicati sul sito RE² (Requadro), testata indipendente di riferimento del mondo immobiliare nella rubrica ARCHITETTURA curata da OFFICE OBSERVER | Danilo Premoli

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Libro della Settimana [April 01, 2021 at 10:01AM]

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La rubrica Libro della Settimana del blog Office Observer | Danilo Premoli propone in home page un volume da non perdere, con il link diretto alla scheda di presentazione sul sito dell’editore.
 
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Design della Settimana selezionato nella rubrica Prodotti: Benetti Sound [March 31, 2021 at 10:01AM]

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IN LIFE: ULTRAUFFICIxULTRACORPI #05


La rubrica “IN LIFE” è curata dal network di professionisti → Digital Guys, fondato da Fabrizio Bellavista, Antonio Cirella, Stefano Lazzari, Danilo Premoli, ognuno con conoscenze abilitanti alla trasformazione digitale.
Il format di “IN LIFE” prevede la pubblicazione di un articolo ogni 15 giorni su Office Observer. Il martedì della settimana successiva viene fatta una diretta di approfondimento, in cui si potranno fare domande agli autori.

Frustrazione e stupore. Fatte le dovute premesse sulle dotazioni hardware nei precedenti articoli, le prime esperienze nei mondi virtuali rappresentano un mix tra frustrazione e stupore. La frustrazione nasce dalla consapevolezza di non riuscire a padroneggiare uno strumento nuovo che si pensa semplice da usare; lo stupore dall’emozione di vivere esperienze nuove, con altre persone reali in luoghi fantastici: cosa c’è di meglio in effetti?

Parliamo prima della frustrazione, quella di pensare che essere in un mondo virtuale sia semplice (?) come giocare una partita di Doom, ebbene: non lo è. Non lo è per niente! I cosiddetti “player” infatti, sono dei software sofisticati di rendering e necessitano un percorso di apprendimento che passa attraverso esperienza d’uso continua. Andare a farsi un giro una volta ogni tanto su Second Life può risultare in effetti frustrante perché non ci si ricorda come si fa questo, dov’era quel comando o come avevo fatto a fare quest’altro. Le cose da sapere infatti sono tante: come ci si muove (come si cammina addirittura), come si parla, come ci si veste, come si costruiscono o semplicemente modificano gli ambienti, l’economia (sì, alcuni mondi virtuali hanno una economia interna) insomma tanta roba. Bisogna avere pazienza, anche la frustrazione la si combatte con quella, che ci serve in effetti in molte fasi della giornata e può essere una risorsa preziosa oltreché scarsa. Ci viene in aiuto un buon maestro, un amico, che ci spiega come fare e ci trasferisce tutti i rudimenti di base che riducono la frustrazione.

Il network Digital Guys può essere sicuramente di supporto, ci sono percorsi formativi ad hoc pensati proprio per questo, per ridurre la frustrazione. Non si tratta infatti di leggere un manuale ma di imparare a camminare, e non lo si apprende leggendo un libro!

Passiamo alla parte più interessante e coinvolgente: lo stupore. Lo stupore nei mondi virtuali esiste! Si ci si stupisce e tanto. Un po’ come si fa nella vita reale (sempre meno frequentemente per la verità) quando si frequentano luoghi belli o si guarda un’opera d’arte. La cosa più interessante è che lo stupore porta dietro quasi sempre un’emozione, anche qui nei mondi virtuali ci si emoziona! Emozionarsi può significare banalmente scambiare due chiacchiere con un amico osservando l’aurora boreale, oppure prendere un pod per visitare un pezzo di mondo sconosciuto.

Anche un noiosissimo meeting di lavoro può essere emozionante se fatto in un mondo virtuale: lo si può condire con contesti difficilmente riproducibili nel mondo reale, figuriamoci con una superpiatta call con Zoom via Web. In un prossimo articolo parleremo proprio di questo nello specifico, della totale assenza di emozioni delle call fatte via web, come se fossero copie di quello che succede negli uffici: il telefono non ha mai avuto la presunzione di sostituire gli incontri in presenza se ci pensiamo. Le videochiamate non fanno differenza.

Le parole che aprono questo nostro post, sono la viva testimonianza di uno stato d’animo diffuso, per non dire comune a tutte le persone che si approcciano ai mondi virtuali, la cui tecnologia per quanto sofisticata, non sarebbe più difficile da comprendere di software come Photoshop o WordPress, se non fosse per la vera grande differenza che li contraddistinguono da tutti i software a cui siamo abituati a usare: l’avatar.

È l’avatar che fa la differenza, è lui che genera sia la frustrazione che lo stupore! Partiamo da un dato di fatto: una tecnologia è tanto più difficile da comprendere, quanto più si allontana dalla nostra area di comfort. Pensiamo ad esempio a come non facciamo fatica a comprendere come funziona l’ultimo sofisticato cellulare che acquistiamo: anche se non ne comprendiamo appieno tutte le funzioni, molte di queste sono già presenti nel modello più vecchio che lasciamo.

L’avatar costituisce una novità assoluta rispetto ad ogni modo con cui ci siamo confrontati con un software. Nessun altro software cattura la nostra attenzione, la nostra presenza “dentro” lo schermo. Siamo letteralmente proiettati in uno spazio, sensazione ancora più forte ed evidente quando usiamo un dispositivo come gli occhiali per l’immersività virtuale dove la vista stereoscopica rende la profondità o la vicinanza delle cose del luogo grafico in cui siamo.

Dal 2007, anno della prima diffusione dei mondi virtuali (allora in effetti, uno solo: Second Life) i software si sono evoluti, diversificati, resi più complessi da una parte e più accessibili dall’altra: ma sono ancora per molti aspetti, molto giovani. Non esiste ancora un vero e proprio standard, che permetta una volta acquisiti i rudimenti, di passare da uno all’altro. Ricordate la “guerra dei browser”? Era il tempo in cui i browser si contendevano la palma di “viewer” ufficiale del web, con il risultato di avere impaginazioni diverse della stessa pagina: in alcuni si vedeva ciò che in altri non si vedeva. Al pari oggi, non tutti i viewer utilizzano i medesimi criteri per gestire l’avatar e gli oggetti, tutti fanno in alcune funzioni storia a sé, ci vorrà ancora del tempo perché si possa avere l’omogeneità di interfacce oggi presenti nel software che frequentiamo tutti i giorni.

I mondi virtuali come abbiamo già detto negli articoli precedenti necessitano di hardware potente, tanto più è alto il fotorealismo dell’ambiente rappresentato. Questo vale altrettanto per la gestione degli avatar: più è complessa l’interazione con il mondo, più sono le cose che può fare, più è sofisticato governarlo. Ma certamente è anche più gratificante. E qui viene il bello. È come quando, per la prima volta, si riesce ad andare in bicicletta senza rotelle. Credo che tutti si ricordano quel momento.

Io ricordo il mio, quando più di dieci anni fa, feci la visita alla mostra virtuale su Vincent Van Gogh “Starry Night”. Fu una vera rivelazione e una esperienza straordinaria, unica e mai vissuta prima, e che mai avrei potuto vivere nel mondo reale. Forse questa è la vera emozione della realtà virtuale, che viene, a torto, giudicata inferiore e che invece rivela le sue grandi potenzialità. Lascio qui il link al machinima (così si chiamano i video fatti nei mondi virtuali) “Watch The World” di Robbie Dingo, l’ideatore della mostra. È del 2008, tecnologicamente un secolo fa. Ma vederlo oggi per me, ha ancora il sapore fresco della novità.

[testo di Stex Auer e DJ Guru – Digital Guys]

SAVE THE DATE
 
IN LIFE: ULTRAUFFICIxULTRACORPI #05
con Stefano Lazzari e Antonio Cirella – Digital Guys
 
6 aprile 2021 ore 18.00 CET

→ DIRETTA YOUTUBE

 


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