SaloneUfficio 2015: le aspettative #10

[Le aspettative #10: gli interventi di Parisotto+Formenton e Massimo Tacconi]

Presentato da Michele De Lucchi (in questo video) e Marco Predari, presidente Assufficio (a questo link), il SaloneUfficio 2015, a Fieramilano Rho dal 14 al 19 aprile, ha per titolo “Workplace 3.0″ e riunirà in un unico spazio le diverse componenti dell’ambiente ufficio.

Quali sono le aspettative di progettisti e addetti ai lavori? In questa decima puntata Office Observer lo ha chiesto a Parisotto+Formenton e Massimo Tacconi.

Parisotto_FormentonAldo Parisotto e Massimo Formenton, Parisotto+Formenton Architetti
In occasione del Salone del Mobile 2015, la fiera dedicata agli spazi di lavoro cambia, significativamente, nome da SaloneUfficio a “Workplace 3.0″. Questo che può sembrare un dettaglio o una mossa mediatica è in realtà un segno molto manifesto della presa d’atto che i modi, e quindi gli spazi, in cui oggi si lavora sono molto cambiati. La tecnologia, sempre in accelerazione, consente adesso di poter lavorare da qualunque luogo, grazie alla miniaturizzazione di scrivanie ed archivi (sta tutto in un tablet e una “nuvola”) e alle veloci connessioni. Non esiste più quindi uno spazio rigidamente connotato per lo svolgimento delle attività lavorative visto che si può lavorare da casa, in aeroporto o all’aria aperta. Ma esistono comunque ancora, ovviamente, luoghi dove principalmente si lavora, si incontrano persone, ci si riunisce, si crea. Questi workplace sono necessariamente luoghi più flessibili: ci siamo da sempre, ed anche recentemente, confrontati con progetti di spazi di lavoro, uffici, showroom: li intendiamo come ambienti contemporanei dove le funzioni degli spazi e le relazioni tra le persone sono più liquidi, ibridi. Si trascorre molto più tempo fuori casa che a casa, soprattutto nelle grandi città, quindi necessariamente come progettisti dobbiamo preoccuparci della qualità ambientale degli spazi che progettiamo, che si traduce in benessere e qualità della vita per i fruitori dei nostri progetti. Così, gli ambienti di lavoro hanno assunto connotazioni estetiche e di comfort più domestiche ed informali, dove alcune aree ed arredi nati per la casa possono inserirsi con grande efficacia. D’altro canto, per chi lavora a casa, è nato nel design degli interni e degli arredi il concetto di home office, dove piccoli spazi o singole postazioni riproducono un mini ambiente di lavoro con caratteristiche come la luce perfetta sul piano di lavoro e le ergonomie necessarie.
Ci immaginiamo uno spazio di lavoro 3.0 concepito per trasmettere il dinamismo degli ambienti alle persone e alle idee: un grande spazio fluido, ininterrotto, dove le varie attività si mescolano e si intersecano, fluiscono le une nelle altre, come lo scorrere creativo delle idee. Le zone, necessarie e sane, delle pause le creiamo come “bolle”, come intervalli spaziali: aree separate dal contesto, spazi piccoli e privati dentro spazi grandi e condivisi. Si evidenziano come delle eccezioni all’interno di aree aperte ed ininterrotte: i confini sono membrane a permeabilità variabile, che possono isolare visivamente ed acusticamente con livelli modificabili di trasparenza. La configurabilità degli scenari delle bolle e la personalizzazione dell’ambiente è lasciata al singolo fruitore che può intervenire sull’atmosfera regolando calore, colori, luci, suoni e trasparenze; ed essere iper-connesso od isolato secondo le necessità.

Massimo_TacconiMassimo Tacconi, Tacconi & Design
In qualità di dealer rivenditore da oltre trent’anni specializzato nel settore (e siamo rimasti veramente in pochi grazie anche alle politiche dissennate di diverse aziende produttrici) spero che il SaloneUfficio 2015 rimetta al centro la scelta da parte delle aziende di non tenere “il piede in due scarpe”, ovvero vendo direttamente quando “mi conviene” (e si è visto come sono finite diverse aziende che hanno seguito questa politica) o tramite dealer quando è una fornitura che non mi interessa o reputata troppo piccola. Inoltre, mancano e credo e temo mancheranno, quei prodotti che hanno fatto la storia del design (e che hanno permesso alle aziende e ai dealer di crescere) a causa della ricerca esasperata del prezzo con la conseguente omologazione del prodotto.
Sono stato per questi trent’anni agente esclusivista della Castelli, che per chi non ricorda ha messo in produzione questi prodotti, solo per ricordarne alcuni, che hanno fatto la storia del design (ma anche dei cambiamenti del lavoro e dell’ergonomia): Dalle Nove Alle Cinque, Porsche, DSC, Vertebra, Penelope, Sistema parete. Oggi è tutto un fiorire di gambette in alluminio o pseudo alluminio, ovvero ferro verniciato, e piani da 18 millimetri su esili strutture; pareti vetrate monolastra, bilastra ecc. cioè più edilizia che arredamento. Io ho aggiornato la mia azienda e forse in modo avveduto non mi sono buttato nel famoso contract, che sembrava l’affare e che ha fatto saltare diversi dealer: per usare una frase milanese, che credo non sarà difficile da tradurre: “ofelè fa’ il to mestè”.

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Le variazioni cromatiche di Libeskind

Oikos_colori_LibeskindUna nuova tavolozza cromatica e un’installazione presso la Statale di Milano per la Milano Design Week 2015 sono i primi frutti della collaborazione tra l’archistar Daniel Libeskind e Oikos, azienda italiana che da oltre trent’anni sviluppa un’articolata ricerca per elaborare colore e materia per l’architettura sostenibile. “Lavoro da anni con molte persone e realtà in tutto il mondo – ha raccontato Libeskind nel presentare la collezione -, ma questo con Oikos è stato un progetto speciale: per me il colore è l’essenza stessa della vita, non solo un pigmento cromatico”. Mentre Claudio Balestri, presidente Oikos, ha sottolineato come: “La forza dei colori e della nostra materia è quella di nascere da un pensiero specifico, da un momento creativo unico e di non avere limiti. È il frutto della ricerca Oikos del “senso della materia”: un percorso che, in sinergia con gli architetti, trasforma un prodotto industriale in una materia artigianale, elaborata su misura. Sono convinto che questa partnership, nata da una comune visione di intenti, sia destinata a durare ben oltre questa operazione”.
La collaborazione tra Oikos e Daniel Libeskind continua anche per il Fuorisalone 2015 nell’ambito della mostra “Energy for Creativity” promossa dalla rivista Interni (13 aprile – 24 maggio), celebrata da una Lectio Magistralis dell’architetto nell’Aula Magna della Statale prevista il 15 aprile.

Iscriviti alla Lectio Magistralis di Daniel Libeskind.

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Da leggere nel Web #08

Letture online per fine marzo (e questo mese anche un bel video sulla tolleranza di genere, razza e religione). Enjoy!

L’architettura come marchio globale è in via di estinzione?
di Alain Guiheux, Il Giornale dell’Architettura online.

JLL adopts an open-space office, taking a cue from high-tech clients
di Nathan Donato-Weinstein, Silicon Valley Business Journal.

Open international competition Bauhaus Museum Dessau
Foundation Bauhaus Dessau, in occasion of the 100th Bauhaus anniversary.

Bloomsbury_MargolinWorld History of Design
Victor Margolin
Bloomsbury Publishing
Isbn 9781472569288



 Office Observer Da leggere nel Web 

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Made Expo 2015: i più

Office Observer ha scelto 3prodotti3 tra le novità presentate a Made Expo, che ha contato 208.302 visitatori e 1.450 aziende.

Il più invisibile
Sistemi_RasoPareteSistemi RasoParete ha sviluppato una tecnologia innovativa e unica per soluzioni complanari alle pareti completamente su misura, in grado di far scomparire tutti gli elementi architettonici che si vogliono nascondere alla vista e restituire allo spazio il luogo da protagonista, mettendosi al servizio del progetto. I sistemi chiudono raso muro un vano e ne organizzano gli spazi interni, ma sono anche valide soluzioni adatte a nascondere gli impianti. I pannelli e gli stipiti possono essere preverniciati in azienda con fondi appositi, per facilitare la tinteggiatura in cantiere e rifinirli con facilità, a seconda delle esigenze.


Il più urbano
3D_Surface_CastrignanoAndrea Castrignano ha disegnato per 3D Surface la parete tridimensionale Citymap: “Una città utopica caratterizzata da una babele di strade in cui perdersi. Una texture ricca di particolari che danno vita ad una vera e propria città tridimensionale”. Dimensioni pannello: 850x1000x15 mm.


Il più solare
Hella_avvolgibile-Luz-GranluceAzienda austriaca che sviluppa e produce sistemi di protezione solare, Hella ha presentato Luz Granluce, avvolgibile di ultima generazione che permette di regolare la quantità di luce e di calore a seconda delle esigenze, ricreando un’illuminazione naturale, evitando riflessi fastidiosi e diffondendo la luce in modo ottimale, particolarmente adatto anche negli ambienti di lavoro. L’azienda ha inoltre comunicato che il marchio Corradi è entrato a far parte del gruppo Hella.


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SaloneUfficio 2015: le aspettative #09

[Le aspettative #09: gli interventi di Marco Bonetto e Angelo Cortesi]

Presentato da Michele De Lucchi (in questo video) e Marco Predari, presidente Assufficio (a questo link), il SaloneUfficio 2015, a Fieramilano Rho dal 14 al 19 aprile, ha per titolo “Workplace 3.0″ e riunirà in un unico spazio le diverse componenti dell’ambiente ufficio.

Quali sono le aspettative di progettisti e addetti ai lavori? In questa nona puntata Office Observer lo ha chiesto a Marco Bonetto e Angelo Cortesi.

Marco_BonettoMarco Bonetto, Design Center
In una società sempre più connessa e personalizzata secondo il singolo desiderio della persona, dove il vero cuore della nostra vita quotidiana sarà sempre di più nel nostro palmo della mano per mezzo di un device (smartphone, tablet ecc) mi aspetto che il mondo dell’ufficio si adegui attraverso la re-interpretazione degli elementi tradizionali che compongono gli spazi e l’arredo dell’ufficio. Spazi non più formali, ma luoghi che privilegiano il benessere lavorativo nella riconfigurazione e riorganizzazione degli ambienti e dell’arredo, tecnologia e socializzazione quali elementi integrati nel progetto. Che diventi così un progetto felice!

Angelo_CortesiAngelo Cortesi, Cortesi Design
Da troppi anni ormai si parla dell’ambiente ufficio, e molti sono gli ambienti di lavoro dai quali prendere spunti, realizzati soprattutto per i centri delle aziende high tech, laddove la ricerca sull’ambiente di lavoro non è solo di natura funzionale ma anche stimolo di divertimento e creatività.
Naturalmente non è prudente traslare pedestremente tali modelli e metodi nel normale lavoro dell’ufficio, tuttavia si possono trarre alcuni spunti. Ad esempio: perché non creare aree di relax più spaziose, confortevoli, relazionali, soprattutto perché il maggiore scambio di informazioni attinenti al lavoro è dimostrato che avviene durante i momenti di pausa e relax e non durante le ore “lavorate”? Perché l’ambiente di lavoro da ormai un centinaio di anni viene dotato di armadi contenitori praticamente sempre uguali e non si è fatto uno sforzo creativo per renderli “personaggi” che convivono con le persone? Perché adottare una illuminazione che piove dall’alto sempre omogenea e non personalizzabile? Questo discorso potrebbe continuare, ma rimane il quesito del come mai il mondo ufficio non si evolve se non per piccole innovazioni soprattutto di natura costruttiva.

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Il commercio dialoga online e offline

Boutek_Paolo_Frello“Showrooming”: tendenza dei consumatori a utilizzare i negozi per conoscere la merce fisicamente e poi acquistarla via Internet; “Ropo” Research on line purchase offline: atteggiamento che vede i consumatori cercare il prodotto online, analizzarlo, confrontarlo e successivamente acquistarlo nel punto vendita fisico.
In questi scenari si inserisce il nuovo spazio Boutek disegnato da Paolo Frello per Mauden SpA sotto il titolo di “Retail rEvolution”: un ambiente fisico e non virtuale, situato nel cuore dei Milano, e con le migliori tecnologie digitali a disposizione di quelle aziende che vogliono fare conoscere i proprio prodotti ma hanno nel Web le loro strategie di mercato. Lo spazio viene locato temporaneamente e oltre ai locali vengono offerte le tecnologie e la consulenza per fornire ai consumatori esperienze coinvolgenti e immersive.
Il volume architettonico è distribuito su due livelli per oltre 400 mq. La parte centrale dello showroom ha un grande taglio nel pavimento, evidenziato dall’utilizzo del cristallo trasparente e calpestabile: in corrispondenza di questo taglio è stato inserito un ledwall verticale ad alta definizione (con la sua altezza di 9 metri è il più grande realizzato in Italia in uno spazio commerciale) che collega idealmente i due piani. In corrispondenza del grande ledwall il soffitto e i pavimenti sono realizzati a specchio con l’effetto di moltiplicare all’infinito il volume interno. Completano lo showroom una social area, una sala riunioni e i touch screen a tecnologia 4k per le esperienze interattive inseriti in una boiserie. Foto di Alessandro Gaja.

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Francesco Morace: Crescita felice

Morace_Crescita_feliceFrancesco Morace
Crescita felice.
Percorsi di futuro civile

Egea, 2015
pp. 192; euro 17,50
Isbn 9788823834651

“Legato a quello di prosperità – sostiene l’autore – il concetto di crescita esprime la speranza responsabile per la costruzione di un futuro migliore, sganciato dalla progressione lineare e materiale dei nostri standard di vita, non più sostenibile”.
In questa prospettiva anche il consumo, rivoluzionario, liberatorio, evolutivo quando si combini con una visione sostenibile e condivisa del mondo, si rivela occasione vitale e felice: si trasforma in una pratica felice se diventa il metronomo della relazione tra gli uomini, se facilita e permette il riconoscimento sociale. Inoltre, il consumo permette la libera circolazione del bene e costituisce un pilastro importante delle economie circolari, liberandosi dal marchio della mercificazione.


 
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SaloneUfficio 2015: le aspettative #08

[Le aspettative #08: gli interventi di Robin Rizzini e Wip Architetti]

Presentato da Michele De Lucchi (in questo video) e Marco Predari, presidente Assufficio (a questo link), il SaloneUfficio 2015, a Fieramilano Rho dal 14 al 19 aprile, ha per titolo “Workplace 3.0″ e riunirà in un unico spazio le diverse componenti dell’ambiente ufficio.

Quali sono le aspettative di progettisti e addetti ai lavori? In questa ottava puntata Office Observer lo ha chiesto a Robin Rizzini e Wip Architetti.

Robin_RizziniRobin Rizzini, Fattorini+Rizzini+Partners
L’ufficio è un luogo in cui l’incontro tra design e vita riveste un ruolo fondamentale. La qualità della vita di un ufficio, delle persone che in quello spazio interagiscono tra loro, con gli oggetti e con il mondo fuori attraverso la tecnologia: molto dipende dalla qualità del progetto di spazi, arredi, oggetti. È un tema questo su cui il team del nostro studio non smette di indagare poiché decisivo per mettere a segno un buon progetto di prodotto contract, o meglio cross, nostra principale area di attività. Con il termine cross intendiamo il punto di incontro tra un prodotto contract e un prodotto pensato per un ambiente domestico: arredi destinati a spazi pubblici, che garantiscano quindi prestazioni adeguate in termini di resistenza e manutenzione e che possiedano lo stesso grado di comodità, cura del dettaglio e codice estetico propri del mondo residenziale. Dal nostro confrontarci con i grandi gruppi furniture americani, canadesi, ma anche con le aziende leader nel settore in Europa e in Italia, attraverso i quali recepiamo le necessità del mercato, non posso che condividere quanto espresso da Michele De Lucchi: gli uffici dovrebbero essere pensati sempre di più come luoghi che offrano flessibilità, o meglio fluidità di interazione e scambio. Questa riflessione interviene quotidianamente nel lavoro di chi come me è impegnato nel pensare e progettare mobili per ufficio. Ciò che sta emergendo, tuttavia, è che un eccesso di condivisione può portare ad un abbassamento della qualità del tempo che in un determinato luogo si trascorre, a discapito anche della produttività. Ogni progetto di ufficio oggi deve prevedere sì “informal meetings areas” ma contemporaneamente deve consentire il passaggio ad una situazione più raccolta: “from open and collaborative space to privacy and concentrated work” si trova scritto nei brief che riceviamo da oltre oceano. Ecco quindi la necessità di pensare e progettare prodotti in grado di assolvere funzioni altre: un divano con schienali avvolgenti dalle qualità fonoassorbenti; un insieme di sedute con integrato sistema divisorio; meeting table generosi e accoglienti che all’occorrenza si possano riconfigurare per diventare confortevoli postazioni individuali operative; piani di lavoro regolabili in altezza con tecnologia integrata compatibile con i nuovi device e che preveda anche quelli del futuro prossimo, se possibile. “Activity based furniture”: mobili performanti dove il driver per una diversa prospettiva di progetto è costituito dall’innovazione tecnologica e dalla funzione sempre più attiva che all’elemento d’arredo viene richiesto di svolgere in un determinato spazio.

Wip_ArchitettiWip Architetti, Wip Architetti
Da Workplace 3.0 ci aspettiamo soluzioni tecnologiche e di arredo che favoriscano l’innesto, la contaminazione, la germogliazione creativa di nuove modalità lavorative all’interno di contesti più tradizionali. È di questo che c’è bisogno: scompaginare l’ufficio tradizionale, un vestito che ormai ci sta stretto. I nostri clienti ci chiedono sempre più spesso la configurazione di spazi di lavoro che possano ospitare elementi esterni all’organizzazione aziendale, I-pros (Indipendent professionals) che svolgono attività di natura intellettuale o creativa partecipando ad un progetto o offrendo un servizio just in time. Si sente il bisogno di configurazioni lavorative aperte, multiformi ancor più che semplicemente flessibili. L’open space non basta più ed è anzi tendenzialmente superato in favore della diversificazione degli spazi, anche sotto lo stesso tetto. Michele De Lucchi vede l’ufficio come “piattaforma di comunicazione” e ci piace questa accezione: un luogo di scambio ancor prima che un luogo di lavoro, perché il lavoro oggi è soprattutto interazione, e la comunicazione è fondamentale, è il mezzo attraverso il quale l’innovazione entra in azione. Stiamo applicando questi concetti alla nostra organizzazione, una società di progettazione a forte vocazione tecnica, per far spazio alle diverse anime che la compongono e unirle nel racconto spaziale di un’unica storia, per lavorare meglio tutti: vogliamo arrivare a condividere di più attraverso gli spazi che ci rappresentano. Ad infrastrutture tecnologiche sempre più all’avanguardia devono corrispondere spazi che coinvolgano le persone sia dal punto di vista della socializzazione, sia dal punto di vista dell’ispirazione. La connessione deve essere tangibile e creare coesione nell’ambiente di lavoro.

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Architettura e fotografia contemporanea

cover_Shooting_SpaceLa cover del mese:
Elias Redstone
Shooting Space
Architecture in Contemporary Photography
Phaidon
Isbn 9780714867427


 Office Observer #Speciale Cover 

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Addio a Michael Graves

Michael_Graves_bollitoreGiusto trent’anni fa, nel 1985, Michael Graves, quasi una rockstar del Postmoderno, firma per Alessi uno dei long seller più famosi del marchio: il bollitore con l’uccellino che fischia al bollire dell’acqua. Oggi l’architetto americano ci lascia dopo aver passato paralizzato gli ultimi anni, dedicati alla progettazione di centri di recupero e case per disabili. Leggi un suo contributo sul progetto: Architecture and the Lost Art of Drawing, pubblicato nel 2012 sul New York Times.

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