Selezione Web: Dal sito Paradisoterrestre: Cento% Dino

→ Archivio SELEZIONE WEB

BE INSPIRED
Sul CANALE TELEGRAM segui OFFICE OBSERVER | Danilo Premoli su TELEGRAM
di OFFICE OBSERVER
link diretto al sito mostra

 
Il blog Office Observer presenta nella rubrica SELEZIONE WEB un articolo con il link attivo per la lettura alla pagina del testo originale. Da non perdere!


This opera is licensed under a Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivs 3.0 Unported License

SEGUI IL BLOG VIA EMAIL: per restare aggiornati sui settori ufficio e contract è possibile ricevere gratuitamente in anteprima nella propria casella di posta le notizie pubblicate sul blog: basta compilare con il proprio indirizzo email il form a questo link.

 [ TAG: Selezione Web ]

 [ ultimi articoli pubblicati ]

Pubblicato in Lifelong Learning, Tutti gli articoli | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Il labirinto più grande del mondo e il bambù

Il Labirinto della Masone, il più grande del mondo, nasce a Fontanellato (Parma) da un’idea di Franco Maria Ricci, editore, collezionista d’arte, bibliofilo, e da una promessa da lui fatta nel 1977 allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, affascinato da sempre dal simbolo del labirinto, sia in chiave esoterica che come metafora della condizione umana. Aperto dal 2015, è un dedalo verde disteso su otto ettari di terreno, da lui progettato con gli architetti Pier Carlo Bontempi, che ha eseguito i sorprendenti edifici, e Davide Dutto che ha progettato la geometria del parco.

Sabato 15 e domenica 16 ottobre il Labirinto della Masone ospita la settima edizione di “Under the Bamboo Tree”, manifestazione annuale interamente dedicata al bambù: due giornate per celebrare le virtù di questa pianta, cuore pulsante di questo dedalo, costruito con quasi 300.000 piante di bambù che appartengono ad una ventina di specie diverse dalle molteplici qualità: è sempreverde, non necessita di particolari cure ed attenzioni ed è molto robusto; il suo fitto apparato radicale lo rende una solida barriera naturale contro rischi di smottamenti e frane, possiede un’ottima capacità di trattenere l’acqua; cresce rapidamente, e grazie a questo sviluppo è in grado di assorbire elevate quantità di anidride carbonica, rilasciando altrettanto ossigeno nell’aria.

Il bambù è un’essenza che sta diventando sempre più centrale nell’ambito della sostenibilità e della lotta alla crisi climatica, ed è ormai utilizzato in svariati ambiti, dall’architettura all’alimentazione. Per raccontare le tante anime del bambù, “Under the Bamboo Tree” si svilupperà attraverso diverse variazioni sul tema: installazioni, performance e presentazioni. I visitatori verranno accolti nella corte di ingresso dalla performance di arrampicata firmata Traberproduktion: l’artista Georg Traber si cimenterà nella costruzione di una struttura alta tredici metri composta da quarantasette sottili pali vegetali annodati insieme da corde. Con movimenti lenti e calibrati, ogni palo verrà legato all’altro andando a formare prima il basamento e poi una torre che svetta verso il cielo.

La seconda corte, invece, si trasformerà in un vero e proprio bosco di bambù grazie all’installazione, ad opera dei Vivai Michelucci, realtà di Pistoia specializzata nella produzione e coltivazione di bambù e graminacee perenni. La Piazza della Piramide accoglierà nelle aiuole che incorniciano la corte, diverse installazioni e al centro della piazza verrà realizzata una struttura in bambù ad opera di Canya Viva, collettivo nato nel 2016 che propone un metodo costruttivo sostenibile ed ecocompatibile incentrato sull’utilizzo di materiali naturali. Verranno presentati anche i progetti finalisti e il vincitore di Bamboo Student Contest, competizione annuale dedicata a tutti gli studenti dell’Università di Bologna indetta dal Dicam Dipartimento di ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali. Per questa edizione, è stato chiesto agli studenti di progettare una struttura che sostituisca una pensilina per il posteggio biciclette della sede storica di ingegneria, utilizzando il bambù come materiale principale.

Si consiglia di prenotare l’ingresso sul sito → labirintodifrancomariaricci.it.

→ ARCHIVIO REAL ESTATE
 
Gli articoli pubblicati sul sito RE² (Requadro), testata indipendente di riferimento del mondo immobiliare nella rubrica ARCHITETTURA curata da OFFICE OBSERVER | Danilo Premoli

 

This opera is licensed under a Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivs 3.0 Unported License

SEGUI IL BLOG VIA EMAIL: per restare aggiornati sui settori ufficio e contract è possibile ricevere gratuitamente in anteprima nella propria casella di posta le notizie pubblicate sul blog: basta compilare con il proprio indirizzo email il form a questo link.

 [ TAG: progettazione ]

 [ ultimi articoli pubblicati ]

Pubblicato in Lifelong Learning, Tutti gli articoli | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Libro della Settimana: Equilibri Magazine Rivista digitale [September 29, 2022 at 10:00AM]

→ Archivio LIBRO DELLA SETTIMANA

BE INSPIRED
Sul CANALE TELEGRAM segui OFFICE OBSERVER | Danilo Premoli su TELEGRAM
di OFFICE OBSERVER
link diretto alla rivista digitale

 
La rubrica Libro della Settimana del blog Office Observer | Danilo Premoli propone in home page un volume da non perdere, con il link diretto alla scheda di presentazione sul sito dell’editore.
 
La segnalazione di un nuovo titolo sarà online tra sette giorni.


This opera is licensed under a Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivs 3.0 Unported License

SEGUI IL BLOG VIA EMAIL: per restare aggiornati sui settori ufficio e contract è possibile ricevere gratuitamente in anteprima nella propria casella di posta le notizie pubblicate sul blog: basta compilare con il proprio indirizzo email il form a questo link.

 [ TAG: recensioni ]

 [ ultimi articoli pubblicati ]

Pubblicato in Lifelong Learning, Tutti gli articoli | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Come cambia il mondo dell’edilizia per essere sostenibile

Come cambia il mondo dell’edilizia per essere sostenibile: Office Observer Danilo Premoli ha dialogato con Vince Di Dato, Xerdan, ed Helen Scandellari, Manni Group.

Il tema della sostenibilità rappresenta un argomento entrato a pieno titolo in ogni aspetto del quotidiano. Non fanno eccezione il mondo dell’architettura e quello dell’edilizia. L’ultimo Salone del Mobile, per esempio, è stato realizzato sotto il cappello della sostenibilità con iniziative sul tema che hanno animato anche gli eventi del Fuorisalone. Non solo, si è parlato di sostenibilità anche in occasione dell’assegnazione del Compasso d’Oro, lo scorso giugno.
Tuttavia, la riflessione spontanea sul tema riguarda il pericolo che si corre per via dell’abuso di questo termine. La conseguenza più significativa è lo svuotamento del suo contenuto. Quasi che la sostenibilità sia diventata un alibi per il progetto, laddove magari il progetto non è qualitativamente ottimale ma rispetta i parametri di sostenibilità.
Dunque come approcciarsi nel modo giusto ad un’edilizia davvero sostenibile? Office Observer lo ha chiesto a Vince Di Dato, General Director di Xerdan Ltd, realtà attiva sul tema della Comprehensive Sustainability, design strategico e soluzioni per crisi ed emergenze e, in dialogo, a Helen Scandellari, Business Sustainability Officer di Manni Group.

Come nasce Xerdan e su cosa lavora?
La consapevolezza di dover fare qualcosa di forte e concreto per evolvere un modo di vivere più sostenibile, più sicuro e per promuovere azioni sinergiche, ha portato alla creazione di Xerdan nel 2015.
L’obiettivo è quello di trasformare le grandi sfide in opportunità, trovando un modo migliore per vivere e prosperare, invece di essere timorosi e morire per tutti i cambiamenti in arrivo intorno a noi. La genesi di Xerdan prende avvio da anni di esperienza personale, a partire dagli anni Novanta quando la risposta ricorrente agli appelli climatici era la mancanza di dati scientifici. Successivamente, con i primi incontri dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) e i primi dati scientifici disponibili, sono iniziate a circolare le prime voci sulla sostenibilità.
Ma il problema, come testimoniato dagli eventi e non solo dai dati, è globale e sistemico, non solo specifico e locale. Per questo Xerdan lavora sul concetto di Comprehensive Sustainability, perché la gamma di argomenti da affrontare è piuttosto vasta. Esiste la necessità concreta di trovare delle soluzioni, nella consapevolezza di dover lavorare tutti in maniera corale per trovarne di nuove ed efficaci.

Che valore ha il termine sostenibilità per Manni Group e come viene declinato?
In virtù della sua natura industriale, Manni Group ha sempre cercato di condividere con tutti gli stakeholder azioni concrete rivolte alla sostenibilità. Nel 2016 è nato ed è stato portato in Cda il programma Business Sustainability Program che viene rivisto annualmente e trova applicabilità sia in Italia che all’estero. Si tratta di un’iniziativa certificata ISO 14064, volta a ridurre l’impatto della produzione sull’ambiente secondo dei green asset, come greenhouse gas emission, scopo 1, 2 e 3. L’impegno a ridurre le emissioni di CO2 legate alla produzione, si sposa con la volontà di penetrare il mercato con prodotti a loro volta il più sostenibili possibile. A tal riguardo, Manni Group ha investito moltissimo sulle attività di Ricerca & Sviluppo, in particolare negli ultimi cinque anni. L’impegno concreto è stato quello di immettere sul mercato materiali e soluzioni architettoniche molto più sostenibili di quanto non lo fossero in precedenza. Come evidenziato dall’iniziativa “Leader della sostenibilità” del Sole 24 Ore, la volontà del Gruppo è proprio quella di dare evidenza di come i fattori suddivisi per i criteri ESG (Environmental, Social & Governance) possano contribuire a migliorare non soltanto i rendimenti economici delle imprese ma anche il benessere collettivo e sociale.
A riprova del suo impegno, Manni Group nel 2021 ha dato mandato ad un’azienda specializzata di svolgere un’analisi dei parametri ESG e formulare un rating sulla base dei KPI analizzati. Questo valore percentuale rappresenta il punto di partenza da migliorare con azioni concrete mirate al raggiungimento degli obiettivi di gruppo.

Sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Che impatto hanno sull’architettura?
Si è sempre parlato, e si continua a farlo, di sviluppo sostenibile – dice Vince Di Dato -. Ma lo sviluppo sostenibile è un concetto anni Ottanta non più in grado di rispondere alle esigenze degli eventi che ci troviamo a vivere. La vera sostenibilità è quella definita Comprehensive Sustainability che di pilastri, in verità, ne ha quattro. Oltre alla Environment, Social ed Economy (in precedenza definita Governance), si aggiunge la Cultural Sustainability, che prende in considerazione non solo le società in cui noi ci troviamo, per esempio la società produttiva occidentale, ma anche le diverse culture per definire l’approccio più corretto nell’affrontare la vita su questo pianeta.
Nei primi anni Duemila il concetto di sostenibilità era qualcosa di strano e molto lontano dalla realtà. Ora è diventato diffuso e questa è stata una grande conquista in termini di sensibilizzazione e consapevolezza.
I quattro pilastri devono portare alla definizione di obiettivi, gli obiettivi devono rispondere a degli indicatori e gli indicatori devono, a loro volta, essere misurabili con dei parametri. Ma l’aspetto importante risiede nella oggettività dei parametri, diversamente ogni azienda potrebbe valutarsi in base a parametri autodefiniti, a volte dando luogo a quello che viene definito greenwashing che poco ha a che fare con la sostenibilità e molto con l’immagine.
Siamo parte di un sistema che deve essere considerato a tutti i livelli e a tutte le scale: oggetto – progetto – produttore – società – pianeta.

Qual è stato l’approccio di Manni Group a garanzia dei dati dichiarati sulla sostenibilità?
Per dare garanzia del suo modo di agire sostenibile, Manni Group redige una relazione annuale che condivide con tutti gli stakeholder e che viene verificata da un ente esterno secondo parametri e KPI regolarmente monitorati e aggiornati. Si tratta di un’attività impegnativa per l’azienda ma essenziale per garantire trasparenza e affidabilità sul mercato, oltre che per agire realmente politiche sostenibili con risultati tangibili.

Com’è cambiata la percezione di Manni da parte di fornitori e clienti nel momento in cui la sostenibilità diventa un valore dichiarato?
La maggior parte dei fornitori di Manni Group è rappresentata da colossi mondiali che trattano materiale chimico oppure da grandi acciaierie di tutto il mondo. La scelta aziendale di Manni è stata quella di estendere la mappatura ESG al business dei principali partner strategici allineandoli rispetto alla sensibilità aziendale. Questi ultimi sono stati valutati secondo gli stessi KPI utilizzati per Manni con l’ESG rating. Si è cercato dunque di allineare il DNA sostenibile di Manni Group con quello dei principali fornitori e partner misurandolo attraverso criteri oggettivi.
Dal punto di vista dei clienti, Manni Group collabora con grossi player nazionali e internazionali che hanno messo in evidenza quanto l’azienda fosse realmente sostenibile. A tal proposito, sono stati implementati dei processi interni come il Lifecycle Assessment (LCA) e relative Environmental Product Declarations (EPD) dei prodotti principali. Non solo, spesso capita che siano le stesse aziende clienti a richiedere una mappatura della sostenibilità attraverso specifiche piattaforme. Lo score ottenuto ha permesso a Manni Group di essere certificata come azienda sostenibile e quindi di entrare in determinati mercati.
La sostenibilità diventa quindi un abilitante al business a tutti gli effetti che, però, oltre ad essere dichiarata deve essere anche dimostrata. Ad esempio, Manni Group partecipa regolarmente a progetti di costruzioni sostenibili in tutto il mondo. L’ultimo è un progetto in Ghana, nato da un contest al quale hanno partecipato centinaia di architetti. Laddove possibile, Manni Group cerca quindi di dare dimostrazioni tangibili sul proprio contributo sostenibile nel settore delle costruzioni.

Manuale Operativo per Nave Spaziale Terra, Buckminster Fuller, 1968 (leggi la → recensione)
“Oggi la nave spaziale Terra è nella pericolosa situazione in cui i russi sono seduti al comando di uno dei sistemi di controllo. Mentre gli americani sono seduti all’altro, i francesi controllano i motori di dritta, i cinesi quelli di babordo. Le Nazioni Unite gestiscono il viaggio per i passeggeri”.
Queste sono alcune righe tratte dall’opera di Fuller (tradotta in italiano da Vince Di Dato, ndr). La traduzione è durata diversi anni e si è da subito rivelata come avveniristica, basti leggere le righe citate e rapportarle all’attuale condizione geopolitica.
Il manuale è di grande rilevanza perché evidenzia la necessità di cambiare punto di vista e di dover lavorare tutti insieme su questo pianeta per gestirlo in maniera comunitaria. Lavorare in emergenza è l’approccio sbagliato, si dovrebbe lavorare sulla sostenibilità perché è giusto farlo per il bene comune secondo un metodo razionale e creativo allo stesso tempo. È necessario leggere i dati per rispondere alle esigenze economiche, ambientali, sociali e culturali e agire di conseguenza dando ciascuno il proprio contributo.

Come sarà la sostenibilità applicata al domani? Come immaginate gli edifici e le città del futuro?
Per poter pensare a un edificio o a una città del futuro – afferma Helen Scandellari – bisogna fare i conti con quanto oggi siamo in grado di sensibilizzare le nuove generazioni che porteranno avanti quello che attualmente stiamo ipotizzando. L’obiettivo di Manni Group è quello di poter fornire oggi soluzioni in grado di coniugare caratteristiche ambientali con valori estetici che saranno l’eredità di domani. Non è un caso, infatti, che molti investimenti siano focalizzati su interventi esteticamente rilevanti come i greenroof di cui Milano è portavoce anche con costruzioni innovative come il Bosco Verticale.
L’impegno di un’azienda come Manni è quello di fornire anche soluzioni off-site, in grado di ridurre l’inquinamento, gli scarti e i rischi in cantiere, pur consapevoli che non sempre gli interventi sul parco immobiliare esistente potranno essere 100% sostenibili. L’Italia dispone di un patrimonio architettonico che è importante valorizzare ma che è difficilmente sostituibile in nome della sostenibilità. Invece, Paesi del Nord Europa presentano un assetto immobiliare differente che produce un impatto visivo diverso rispetto al quale, magari, l’esigenza può essere quella di intervenire per valorizzare le facciate mediante edilizia sostenibile che arricchisce il paesaggio.
In linea generale, comunque, la città del futuro dipenderà da quanta cura e quanta attenzione avranno le generazioni future nel continuare a realizzare soluzioni sostenibili nel modo corretto.

Un’emergenza globale come il Covid – interviene Vince Di Dato – ha messo in luce quanto le nostre città, per come esse sono state concepite centinaia di anni fa, non funzionino più. I luoghi urbani si sono trasformati in funzione di uno specifico mezzo di trasporto privato: l’automobile. I dati di maggior impatto prodotti dalla pandemia derivano dal modo in cui ci relazioniamo al lavoro, in primis a partire dallo spostamento. Varrebbe dunque la pena fare delle riflessioni e attivare un cambiamento in questa direzione.
In generale, è importante avere una visione che determina una narrativa intesa come il modo in cui racconteremo la poetica del progetto che si basa sui dati. Le città del futuro saranno diverse, molto più verdi, con edifici anch’essi verdi, molto connesse e integrate con l’ambiente circostante e quello rurale. Saremo chiamati a rifare le città rispettando sempre il pilastro della cultura e quindi dei centri storici depositari di memoria. La vita umana sarà vissuta in un continuum tra la natura e l’ambiente antropizzato, tra lo spazio privato e quello pubblico dove incontrarsi in sicurezza per socializzare.

L’invito di Fuller, urbi et orbi
“Vi invito a contribuire a vivere senza distruggere l’ambiente o i monumenti o le tracce dell’umanità attraverso i secoli, oppure senza svilire l’integrità dell’amore, la prospettiva e la creatività armoniosa”.
Un invito rivolto in primis ai progettisti, affinché il tema della sostenibilità sia sostanziato dapprima nella mentalità e dopo nel modus operandi. Dall’idea all’esecuzione, nel rispetto dell’ambiente, della socialità, dell’economicità e della cultura.

This opera is licensed under a Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivs 3.0 Unported License

SEGUI IL BLOG VIA EMAIL: per restare aggiornati sui settori ufficio e contract è possibile ricevere gratuitamente in anteprima nella propria casella di posta le notizie pubblicate sul blog: basta compilare con il proprio indirizzo email il form a questo link.

 [ TAG: sostenibilità ]

 [ ultimi articoli pubblicati ]

Pubblicato in Lifelong Learning, N.B., Tutti gli articoli | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Guest Blogger: Mario Gerosa

[testo di Mario Gerosa]

L’ufficio prossimo venturo?

L’ufficio cambia e si adegua nel limite del possibile alla personalità di chi lo vive. Un tempo le postazioni di lavoro riflettevano soltanto il ruolo di chi le occupava, in un futuro prossimo potrebbe rispecchiare anche le passioni e il modo di essere. Naturalmente in un’azienda non tutti possono permettersi di scegliere come arredare il proprio luogo di lavoro, nondimeno si possono esprimere dei desideri e sognare come possa essere il luogo perfetto per vivere quotidianamente la propria giornata davanti al computer.

• Monacale
Un minimalismo asettico, quasi metafisico contraddistingue gli uffici degli altissimi dirigenti, quelli dove viene applicata in maniera rigorosa la regola “il meno è il più”. L’esempio principe è l’ufficio del megadirettore generale di Fantozzi, con sedia Savonarola, scrivania del XIII secolo e acquario in cui nuotano pesci rari e dipendenti.

• Fantascientifico
Ogni ufficio da fantascienza che si rispetti dovrebbe avere una scrivania in stile Star Wars. Uno degli esempi più originali è la “Han Solo Carbonite desk”, realizzata da Tom Spina per Mark Hall, talentuoso musicista, vincitore di un Grammy Award. Il piano della scrivania incorpora una riproduzione di Han Solo congelato nel blocco di carbonite, come nel film “L’impero colpisce ancora”.

• Design oriented
Un privilegio dei dirigenti degli uffici e di poter scegliere come allestire il proprio ufficio. C’è chi predilige l’idea del minimalismo spinto e chi invece ha un debole per il design e arricchisce la propria scrivania con lampade e altri oggetti che testimoniano un’attenzione per le nuove tendenze e per gli indicatori del gusto. Un esempio? L’ufficio del dirigente dell’azienda dove lavora Giandomenico Fracchia, con diversi oggetti di design e la poltrona Sacco, ideata nel 1968 da Gatti, Paolini e Teodoro per Zanotta.

• Vintage
Basta un oggetto sulla scrivania per raccontare molto di chi lavora in quella postazione. Se si tratta di un impiegato o di un dirigente di lungo corso, accanto alle foto di famiglia potrebbe essere presente come riferimento un gadget risalente a molti anni prima, per esempio uno dei grandi classici degli anni Settanta. Tra i pezzi imperdibili l’ormai rarissimo bilanciere con le onde del mare. Oppure, in alternativa, un gadget con le palline di ferro che scandiscono il moto perpetuo.

• Ludico
È un gioco, ma tutto racconta un’idea di grande organizzazione nel kit “The Office” di Lego. Nell’open space in cui si muovono le minifigure tutto funziona alla perfezione, ognuno svolge il proprio compito con la massima solerzia. Stesso discorso di produttività nel set “Ufficio” di Playmobil, dove le scrivanie seguono una curiosa disposizione circolare.

• Status symbol
Nell’ufficio ogni dettaglio conta e dice qualcosa su chi lavora in una certa postazione. Innanzitutto la lunghezza della scrivania, che da sola dice molto sul grado gerarchico di chi la occupa, poi le alette e le estensioni della scrivania stessa, le piante sempreverdi, la quantità di ante dell’armadio, il numero di sedie per gli ospiti, tutti dettagli da non sottovalutare.

• Minimalista
Un minimalismo elegante, non ostentato, per l’ufficio di Miranda Priestly, la direttrice di Runway, la rivista di moda del “Diavolo veste Prada”. La scrivania è molto semplice, di dimensioni ridotte, col piano in cristallo, la poltrona non è presidenziale, ma incutono soggezione le decine di fotografie alle pareti, che raccontano la storia del personaggio.

• Classico
I grandi classici non tramontano mai, e tanti vorrebbero avere un ufficio come quello di Don Draper in Mad Men, con il set completo da scrivania in pelle. Quei completi da ufficio continuano ad essere richiesti da chi non riesce a resistere al fascino tradizionalissimo del sottomano coordinato con il porta penne, il porta documenti, il porta biglietti da visita e il porta cellulare.

• Fitness
Chi sta in ufficio deve per forza fare i conti con una vita sedentaria. E allora si escogitano mille accorgimenti per mantenersi in forma anche da seduti. Su Internet ci sono moltissimi dispositivi per fare movimento mentre si lavora, come, per esempio, una macchina da tenere sotto la scrivania per pedalare da fermi.

• Virtuale
In un futuro prossimo è facile pensare che la postazione di lavoro possa diventare immateriale, presente esclusivamente nel Metaverso. Ci si potrà collegare virtualmente a uno spazio in cui collaborare grazie a un visore, interagendo con persone che stanno dall’altra parte del mondo. Rimane il fatto che bisognerà arredare anche questi spazi e quindi il ruolo del designer sarà sempre decisivo.
[settembre 2022]


Mario GerosaMario Gerosa
Mario Gerosa, giornalista professionista, laureato in Architettura, è stato caporedattore di AD e di Traveller. Ha fondato un’agenzia di viaggi per tour nei mondi virtuali, ideato mostre sui luoghi di Proust, intervistato star del rock, archistar, web celebrities e avatar, e ha scritto una ventina di saggi e due art thriller. Attualmente, oltre a proporsi come ufficio stampa per design e lifestyle, cura i blog Virtual Vernissage e Museo tascabile, e collabora con Artribune e Wired. Sta scrivendo un libro sull’architettura ludica.


This opera is licensed under a Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivs 3.0 Unported License

SEGUI IL BLOG VIA EMAIL: per restare aggiornati sui settori ufficio e contract è possibile ricevere gratuitamente in anteprima nella propria casella di posta le notizie pubblicate sul blog: basta compilare con il proprio indirizzo email il form a questo link.

 [ TAG: Guest Blogger]

 [ ultimi articoli pubblicati ]

Pubblicato in Guest Blogger, N.B., Tutti gli articoli | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

RadioDesign Podcast #2.01: incontro con Ezio Rendina e Mario Trimarchi

RadioDesign è un progetto di Office Observer prodotto da Danilo Premoli e Stefano Lazzari.
 STAGIONE #2 2022-2023 

RadioDesign Podcast #2.01: incontro con Ezio Rendina, Mario Trimarchi, Danilo Premoli, Stefano Lazzari

Ascolta le playlist di:
→ Ezio Rendina | → Mario Trimarchi | → Danilo Premoli | → Stefano Lazzari.

RadioDesign di Office Observer invita periodicamente un progettista, un imprenditore, un critico, un creativo a svelare la sua personale colonna sonora e a compilare un elenco di sette titoli raccolti in una playlist su Spotify che può essere ascoltata liberamente. Ogni mese un incontro con gli autori invitati e il successivo podcast, che verrà pubblicato su Office Observer, metterà a confronto le diverse esperienze ed emozioni generate dai titoli scelti.

Buon ascolto!



 BE INSPIRED → RadioDesign Office Observer 

This opera is licensed under a Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivs 3.0 Unported License

SEGUI IL BLOG VIA EMAIL: per restare aggiornati sui settori ufficio e contract è possibile ricevere gratuitamente in anteprima nella propria casella di posta le notizie pubblicate sul blog: basta compilare con il proprio indirizzo email il form a questo link.

Pubblicato in Guest Blogger, Lifelong Learning, Tutti gli articoli | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Progetto: DIG Architects per Suspended Office, Mumbai

→ Archivio PROGETTI
→ Archivio VIDEO

BE INSPIRED
Sul → CANALE TELEGRAM
di OFFICE OBSERVER
link diretto al progetto

 
Il blog Office Observer | Danilo Premoli pubblica nella → rubrica PROGETTO/LINKCHAT una selezione dei più importanti uffici realizzati nel mondo, presentati direttamente dagli autori, siano grandi studi o singoli progettisti di valore, su incarico di multinazionali o di piccole aziende. Le segnalazioni: office interior, workplace, creative office, smart working, vengono poi raccolte periodicamente in una serie di → video che restituiscono lo stato dell’arte dell’office design internazionale.


This opera is licensed under a Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivs 3.0 Unported License

SEGUI IL BLOG VIA EMAIL: per restare aggiornati sui settori ufficio e contract è possibile ricevere gratuitamente in anteprima nella propria casella di posta le notizie pubblicate sul blog: basta compilare con il proprio indirizzo email il form a questo link.

 [ TAG: Progetto/Linkchat ]

 [ ultimi articoli pubblicati ]

Pubblicato in N.B., Tutti gli articoli | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Dominare Genova dal Castello di Capo Santa Chiara

Castello Turcke, disegnato da Gino Coppedè nel 1903, è una peculiare versione della villa privata di gusto eclettico, dai molteplici richiami storici al castello medioevale fiorentino, nell’architettura e nelle decorazioni. Il castello, visibile dal mare e nascosto alla vista dalla città, si staglia imperioso e inaccessibile sulla scogliera di Capo Santa Chiara a Genova.


“La natura eclettica dell’immobile insieme all’impostazione tradizionale della committenza – precisano Ilaria Cargiolli e Barbara Bacigalupo di Ministudio Architetti che firmano il progetto architettonico, mentre il restauro monumentale è dell’architetto Luca di Donna – sono stati gli elementi di partenza per un progetto di impronta classica ma dalla ricercata leggerezza, con il preciso obiettivo di trovare il giusto equilibrio tra il contesto architettonico importante e la naturalezza della luce che invece pervade gli interni, rendendoli vibranti e mutevoli”.

L’intervento si è confrontato quindi con l’eccezionalità del contesto, andando verso la scelta naturale di un approccio completamente su misura, dove ogni elemento di architettura e la maggior parte degli arredi sono stati disegnati dallo studio nel dettaglio, basandosi su una articolata ricerca dei pregiati materiali impiegati (incluso la selezione di opere pittoriche astratte).

Il tratto distintivo dell’intervento si esplicita proprio attraverso un dialogo tra i materiali preesistenti, concreti, iperdecorativi, massicci, come i mattoni a vista e il travertino, gli infissi e i soffitti disegnati, e quelli nuovi introdotti col progetto, il più possibile luminosi, impalpabili, come i nuovi marmi, le boiserie integrate che nascondono spazi privati e un animo tecnologico, arredi riflettenti e tessuti in velluto che giocano con la luce, modificandosi nell’arco della giornata.

“L’immaginario fiabesco del progetto originale di Coppedè – concludono gli architetti – trova riscontro nella percezione degli spazi interni, distaccati dal caos quotidiano: superato il ponte levatoio di accesso all’ingresso comune, dove sono state riportate alla luce le decorazioni parietali a tempera originali, si accede al vano scala privato che serve l’appartamento oggetto della ristrutturazione e ha interessato anche la torretta, pensata come dépendance su due livelli con ulteriore terrazza soprastante. Le viste verso l’esterno sono straordinarie poiché da qualsiasi punto si vede Genova e il suo mare, sentendosi isolati come in un faro e cullati dallo sciabordio delle onde” (foto Aldo Amoretti).

→ ARCHIVIO REAL ESTATE
 
Gli articoli pubblicati sul sito RE² (Requadro), testata indipendente di riferimento del mondo immobiliare nella rubrica ARCHITETTURA curata da OFFICE OBSERVER | Danilo Premoli

 

This opera is licensed under a Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivs 3.0 Unported License

SEGUI IL BLOG VIA EMAIL: per restare aggiornati sui settori ufficio e contract è possibile ricevere gratuitamente in anteprima nella propria casella di posta le notizie pubblicate sul blog: basta compilare con il proprio indirizzo email il form a questo link.

 [ TAG: progettazione ]

 [ ultimi articoli pubblicati ]

Pubblicato in N.B., Tutti gli articoli | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Libro della Settimana: Around the World in 250 Coworking Spaces [September 22, 2022 at 10:00AM]

→ Archivio LIBRO DELLA SETTIMANA

BE INSPIRED
Sul CANALE TELEGRAM segui OFFICE OBSERVER | Danilo Premoli su TELEGRAM
di OFFICE OBSERVER
link diretto alla scheda libro

 
La rubrica Libro della Settimana del blog Office Observer | Danilo Premoli propone in home page un volume da non perdere, con il link diretto alla scheda di presentazione sul sito dell’editore.
 
La segnalazione di un nuovo titolo sarà online tra sette giorni.


This opera is licensed under a Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivs 3.0 Unported License

SEGUI IL BLOG VIA EMAIL: per restare aggiornati sui settori ufficio e contract è possibile ricevere gratuitamente in anteprima nella propria casella di posta le notizie pubblicate sul blog: basta compilare con il proprio indirizzo email il form a questo link.

 [ TAG: recensioni ]

 [ ultimi articoli pubblicati ]

Pubblicato in Lifelong Learning, Tutti gli articoli | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Speciale Materiavera #06: Plasticiet, Blokaloks, Stackabl

Cosa significa sostenibilità nel mondo dell’ufficio? Considerando che si passa mediamente un terzo del proprio tempo nel luogo di lavoro, è importante conoscere quali siano gli effetti sulla salute provocati dai materiali con cui sono costruiti gli spazi e gli arredi che ci circondano ogni giorno. Ma non è tutto: qual è l’impatto ambientale dei materiali scelti? Esistono alternative valide ai materiali tradizionali, in termini di performance?
 
Cerchiamo le risposte in questa rubrica curata dalla materioteca e centro di consulenze specializzato in materiali sostenibili → Materiavera.


[a cura di Maria Elisabetta Tonali]
Selezioni del mese:



Sgabello OO
Plasticiet
 
Lo studio 56 Hours nel 2019 aveva studiato lo sgabello OO, realizzato da un pannello di bambù tagliato con la tecnologia CNC (Computer Numerical Control) per ottenere senza scarti le varie parti che lo compongono. Un oggetto venduto piatto con un design simile a un puzzle, da assemblare. La seduta non richiede viti, colla o chiodi per essere montato e tiene conto delle tecniche di falegnameria tradizionali giapponesi per sfruttare al meglio un numero ridotto di pezzi.
56 Hours, in collaborazione con l’olandese Plasticiet, ha sviluppato una nuova versione più sostenibile in plastica riciclata dello sgabello OO, con materiale di scarto proveniente da una fabbrica di cioccolato e stampi in policarbonato utilizzati per i cioccolatini. Gli stampi sono stati raccolti, sminuzzati, fusi e quindi compressi in fogli solidi. 
Come la versione originale, anche questa non ha bisogno di chiodi o viti, né di alcun attrezzo per il montaggio, solo il martello che viene tagliato dallo stesso foglio. Nel foglio sono stati inseriti altri oggetti (un portasapone, una cornice) in modo da ridurre lo scarto.
Rispetto alla versione originale in legno, OO Stool in plastica ha il vantaggio di poter essere utilizzato anche all’aperto. Il design flatpack dello sgabello consente inoltre di smontare il sedile per un facile trasporto da un luogo all’altro e ottimizza imballaggio, immagazzinamento e trasporto, minimizzandone i costi.



Sistema costruttivo
Blokaloks
 
Ci siamo abituati a un’esistenza fluida, continuamente in movimento nel bene e nel male. Molti dei prodotti oggi sono progettati per soddisfare questo stile di vita, dagli smartphone alle apparecchiature modulari e portatili che ci permettono di andare ovunque. Tuttavia, il mondo fisico dei mobili o delle stanze in cui si vive è intrinsecamente rigido e non sempre si presta ad assecondare queste continue trasformazioni. La modularità ha iniziato a farsi strada nell’edilizia e nell’architettura come soluzione trasformativa adattabile ai cambiamenti, come questo sistema di blocchi modulari che consente di allestire pareti, divisori o persino stanze vere e proprie senza strumenti o particolari abilità tecniche, progettate da Stan Spencer per Blokaloks.

BE INSPIRED
Sul CANALE TELEGRAM segui OFFICE OBSERVER | Danilo Premoli su TELEGRAM di OFFICE OBSERVER la scheda completa del prodotto.


Lampade componibili
Stackabl
 
Ogni volta che si produce qualcosa si ottengono materiali che vengono tagliati, che restano inutilizzati e alla fine che vengono gettati via. Che si tratti di carta, legno, plastica, tessuto o persino metallo, questi materiali di scarto finiscono prima o poi per danneggiare l’ambiente, direttamente o indirettamente. Sono molto interessanti le collaborazioni che si creano tra produttori e designer per considerare gli scarti come risorse, riducendone il numero o riutilizzandole per qualche altro scopo. Il riciclo e l’upcycling dei tagli di tessuti in feltro Merino possono risultare estremamente stimolanti per la realizzazione di oggetti creativi, grazie alla facilità con cui è possibile combinarli in forme interessanti, come in queste lampade a sospensione del marchio canadese Stackabl pensate dai designer Anthony Frank Keeler, Sarah Coleman e Wisse Trooster.
Il sistema è studiato come uno strumento fai-da-te per progettare la propria lampada a sospensione. Un configuratore consente di scegliere i vari parametri come la lunghezza della lampada, il diametro dei dischi di feltro e persino la posizione delle luci lungo la pila di materiale.
Naturalmente è possibile mescolare e abbinare diversi colori, creando una composizioni armoniose o a contrasto; è anche possibile combinare dischi di diversi diametri, così da ridurre o far crescere i cerchi lungo la lunghezza della lampada.
Il risultato è una lampada a sospensione modulare ogni volta unica e allo stesso tempo sostenibile. Dal momento che non esistono due configurazioni identiche (a meno che non si voglia che lo siano), ogni lampada a sospensione Stackabl è assolutamente personale. Le lampade trasmettono anche sensazioni di calore e sfocatura a causa del feltro intrecciato e della luce diffusa. Crea un perfetto mood-setter per quelle aree dell’ufficio che devono risultare accoglienti e confortevoli.
L’obiettivo principale del sistema Stackabl è il rispetto per l’ambiente. Queste lampade sono sostenibili non solo dal punto di vista dell’upcycling: anche l’alluminio utilizzato è riciclato e l’illuminazione LED è più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alle lampadine convenzionali.


[settembre 2022]

 → Archivio Materiavera su Office Observer 


M.E.%20TonaliMaria Elisabetta Tonali
Architetto con una specializzazione come paesaggista, da oltre 20 anni si occupa di sostenibilità strategica ed è esperta in materiali sostenibili. Ha fondato Materiavera nel 2004, materials library unica per la sua raccolta di materiali ecocompatibili innovativi. Offre consulenze a progettisti e designer per lo sviluppo di progetti sostenibili e biophilic oltre che per la scelta dei materiali, e alle aziende che intendono percorrere una vera transizione verso la sostenibilità. → Materiavera


This opera is licensed under a Creative Commons Attribution – NonCommercial – NoDerivs 3.0 Unported License

SEGUI IL BLOG VIA EMAIL: per restare aggiornati sui settori ufficio e contract è possibile ricevere gratuitamente in anteprima nella propria casella di posta le notizie pubblicate sul blog: basta compilare con il proprio indirizzo email il form a questo link.


 [ TAG: sostenibilità ]

 [ ultimi articoli pubblicati ]

Pubblicato in Guest Blogger, N.B., Tutti gli articoli | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento