La biodiversità della Valle d’Astino vince il Premio Nazionale del Paesaggio

La Valle d’Astino di Bergamo, a pochi minuti dalla città, ha vinto la III edizione del Premio Nazionale del Paesaggio e diventa il candidato dell’Italia per la VII edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. I partner del progetto sono: Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo, Parco dei Colli di Bergamo, Valle d’Astino Srl (Società proprietaria dell’intero complesso dell’ex Monastero d’Astino e interamente partecipata dalla Fondazione Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo, soggetto proponente), Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”, Centro Studi sul Territorio, Università degli Studi di Bergamo; hanno partecipato, inoltre, imprese agricole, aziende e associazioni.

Questa la motivazione del Premio: “Per la restituzione alla pubblica fruizione di un paesaggio in stato di degrado che rischiava di essere oggetto di interventi speculativi; per la multidimensionalità con cui il progetto ha agito in modo virtuoso sul territorio, ponendo grande attenzione alla governance e alle modalità con cui le azioni proposte e attuate rappresentino una sicura garanzia di continuità dell’iniziativa basata su criteri di sviluppo sostenibile; per l’approccio multidisciplinare al paesaggio nella organica attenzione alla dimensione economico-produttiva, a quella ambientale, a quella estetica, a quella storico-culturale e, non da ultimo, alla dimensione sociale; per aver generato un esemplare processo di costruzione di paesaggi di prossimità ed evidenziato la volontà e l’impegno di una comunità tenace ed operosa”.

Il progetto persegue in maniera integrata ed efficace gli obiettivi indicati nel bando del Mibact: riqualificazione e valorizzazione di beni architettonici e storico-artistici, materiali e immateriali, dei paesaggi rurali tradizionali, delle aree degradate, con il preciso intento di supportare la sostenibilità ambientale, ma anche economica e sociale dell’area, il contrasto al rischio idrogeologico e l’attuazione di forme di turismo sostenibile, senza trascurare i temi dell’accessibilità e dell’inclusione.

Con il restauro conservativo dell’edificio del monastero e delle cascine dell’area e con il recupero del reticolo di coltivazioni, il mosaico di coltivi e terrazzamenti vitati che caratterizzava la valle, è stato tutelato l’alto valore del paesaggio, minacciato dal degrado e dal consumo di suolo. Il progetto offre anche importanti spunti sul tema della rigenerazione delle periferie e delle cinture verdi, andando a implementare una serie di azioni integrate che hanno riportato l’area al centro dell’ecosistema urbano, in connessione con la città storica.

Il paesaggio della valle d’Astino fa parte della rete ecologica del Parco dei Colli, che comprende corridoi ecologici per la conservazione delle biocenosi, potenziando la biodiversità, promuovendo le colture biologiche senza escludere la presenza antropica, ma al contrario promuovendola in maniera non invasiva. Per tale ragione la valle è raggiungibile in macchina soltanto fino a un punto di sosta e accoglienza progettato secondo criteri di mitigazione ambientale.

→ Video Valle d’Astino, Bergamo
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