Speciale Materiavera #02: Sadun, TerraMia, Fermacell

Cosa significa sostenibilità nel mondo dell’ufficio? Considerando che si passa mediamente un terzo del proprio tempo nel luogo di lavoro, è importante conoscere quali siano gli effetti sulla salute provocati dai materiali con cui sono costruiti gli spazi e gli arredi che ci circondano ogni giorno. Ma non è tutto: qual è l’impatto ambientale dei materiali scelti? Esistono alternative valide ai materiali tradizionali, in termini di performance?
Cerchiamo le risposte in questa rubrica curata dalla materioteca e centro di consulenze specializzato in materiali sostenibili → Materiavera.


[a cura di Maria Elisabetta Tonali]
Selezioni del mese:



Paperstone
Sadun
 
Mobili di vero legno massello, lavorati a mano, è risaputo, ormai sono un lusso. L’industria dell’arredo spesso rivolge le proprie scelte verso pannelli in truciolare, economici, ecologici forse dal punto di vista del recupero degli scarti, sempre che la loro provenienza sia tracciabile, ma un po’ meno dal punto di vista delle emissioni e della salubrità dell’aria. Le resine ureiche con cui i frammenti di legno sono legati tra loro, rilasciano continuativamente formaldeide, composto organico volatile (VOC) cancerogeno. Le normative impongono limiti di emissione, in particolare si dovrebbe ricercare la classe E1, ma indirizzarsi verso materiali a zero emissioni di formaldeide è la scelta più sostenibile.
Sadun propone Paperstone, un materiale per la produzione di pannelli realizzato in carta e cartone certificati FSC e interamente riciclati, la cui polpa è impregnata con una resina pigmentata, denominata PetroFree, non derivata da petrolio ma ottenuta dalla spremitura di gusci di anacardi, la quale non necessita di un processo termoindurente e non provoca emissioni tossiche in ambiente.
Per i colori vengono impiegati pigmenti naturali, resistenti ai raggi UV, che essendo miscelati con la resina vanno a colorare in modo omogeneo tutta la massa del pannello; i colori sono caldi e naturali, e al tatto la superficie dei pannelli è molto gradevole. Il materiale ha una lavorabilità simile a quella del legno: può essere fresato, forato e le giunzioni risultano invisibili. I pannelli ottenuti hanno ottime prestazioni che li confermano come una valida alternativa ai consueti pannelli per la costruzione di arredi: sono idrorepellenti al 100%, resistono a temperature fino a 180°, sono facili da pulire e hanno una resistenza paragonabile a quella dell’acciaio; tra le certificazioni, possiedono la garanzia di idoneità al contatto con gli alimenti, la certificazione FSC e concorrono al raggiungimento di crediti LEED.
PaperStone ha vinto il Archiproducts Design Awards 2020 nella categoria “Systems, Components and Materials”, come materiale che unisce le sue caratteristiche altamente performanti a quelle estetiche. La sostenibilità di questi pannelli, oltre alla loro assoluta atossicità, risiede anche nella riparabilità e, a fine vita, nella completa riciclabilità del materiale.



Ecomalte
TerraMia
 
I rivestimenti in resina sono una soluzione interessante per vari motivi, soprattutto per il loro basso spessore e per la versatilità estetica. Prima di scegliere una resina, però, vanno valutati attentamente i rischi per la salute e per l’ambiente che questo prodotto presenta. Le resine (epossidiche, poliesteri, poliuretaniche e anche le cementizie) presentano elevati valori di VOC. Sostanze pericolose come isocianati, stirene, BPA sono utilizzati per produrle e provocano vari gradi di disturbi, dalle irritazioni fino al cancro, e gli effetti possono derivare non solo dalla materia in sé, poco reattiva una volta indurita, ma anche dalle polveri che si producono per lo sfregamento o l’utilizzo di prodotti di pulizia molto aggressivi.
In Sardegna, TerraMia ha messo a punto una gamma di rivestimenti continui a bassissimo spessore che hanno la particolarità di non avere emissioni tossiche in nessun punto del ciclo di vita, quindi né in produzione, o durante la posa in opera, la vita e lo smaltimento del prodotto. L’azienda ha introdotto i sistemi dell’industria 4.0 per garantire processi di produzione avanzatissimi di queste Ecomalte. Ad esempio, la digitalizzazione permette la produzione tracciabile di ogni singolo sacco, anche a distanza di anni, l’energia di produzione è ottimizzata e la generazione di scarti è del tutto eliminata. Le performance peculiari di questo materiale innovativo, oltre all’assoluta atossicità e al rispetto per l’ambiente, risiedono anche nei vantaggi di posa in opera del prodotto. L’Ecomalta si può applicare praticamente su qualunque fondo, comprese piastrelle in ceramica esistenti. Inoltre, presenta ottime resistenze meccaniche tra cui l’elevata elasticità, che elimina il problema delle fessurazioni, e l’importante resistenza all’abrasione, che la protegge da graffi e dalla produzione di polveri. Un materiale dalle ricche qualità sensoriali: le varie texture che si possono ottenere conferiscono diverse sensazioni tattili e i colori, tutti derivati da pigmenti naturali, sono disponibili in più tonalità.



Gessofibra
Fermacell
 
Flessibilità e velocità di esecuzione sono due parole chiave quando si progettano gli spazi da destinare agli uffici. Così automaticamente si utilizza il cartongesso per la realizzazione di pareti divisorie e di controsoffitti. Spesso però si tralascia di considerare quali conseguenze ha questa scelta sia sul clima indoor, sia sull’impatto ambientale. Il cartongesso può emettere gas radon e acido solfidrico, entrambi tossici per la salute, a fine vita è un rifiuto speciale, e se non viene riciclato può rilasciare zolfo e metalli pesanti nell’acqua di falda.
Una vantaggiosa alternativa al cartongesso è rappresentata dalle lastre in gessofibra. Fermacell produce lastre realizzate con materiali di riciclo, composte in tutta la loro massa da acqua, gesso e il 20% di carta riciclata, senza alcuna aggiunta di additivi o resine. Le lastre in fibrogesso Fermacell, in particolare, rispondono a quattro importanti requisiti fondamentali nella costruzione degli uffici, ossia: la flessibilità, la salubrità, l’isolamento acustico e la protezione dal fuoco. Dal punto di vista della qualità del benessere indoor, la loro composizione ha un effetto igroregolatore della qualità dell’aria e sono certificate IBR come “low emission product”; inoltre, le varie combinazioni di lastre nella costruzione delle partizioni garantiscono indici elevati di attenuazione acustica. La classe di reazione al fuoco delle lastre standard è A2-s1,d0 e sono disponibili anche lastre con specifiche caratteristiche ignifughe. Sono conformi ai requisiti CAM, dotate di EPD, e concorrono all’ottenimento di crediti LEED e ITACA.
Materiavera ha approfondito il tema dell’impatto ambientale e ha calcolato che per la produzione di un mq di lastre Fermacell si consuma il 44% in meno di energia e si produce il 43% in meno di CO2 rispetto alle lastre in cartongesso.


[febbraio 2022]

 → Archivio Materiavera su Office Observer 


M.E.%20TonaliMaria Elisabetta Tonali
Architetto con una specializzazione come paesaggista, da oltre 20 anni si occupa di sostenibilità strategica ed è esperta in materiali sostenibili. Ha fondato Materiavera nel 2004, materials library unica per la sua raccolta di materiali ecocompatibili innovativi. Offre consulenze a progettisti e designer per lo sviluppo di progetti sostenibili e biophilic oltre che per la scelta dei materiali, e alle aziende che intendono percorrere una vera transizione verso la sostenibilità. → Materiavera


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