Il suono per disegnare la qualità dello spazio

[dal nostro inviato speciale Alessandro Colombo]

Lo spunto per approfondire il tema è una realizzazione parigina presentata a Venezia in occasione delle Biennale di Architettura. Siamo abituati a pensare alla qualità dello spazio che viviamo e progettiamo in termini di composizione, di materiali, di colori, di luce, di ambiente più in generale, ma quasi mai di suono. Se a volte, ma non sempre, la nostra sensibilità si applica all’inquinamento sonoro, alla quantità di rumore alla quale siamo sottoposti, quasi mai pensiamo che il suono possa essere la quinta dimensione dello spazio, dopo le tre canoniche e il tempo. Nello spazio e nel tempo, completato l’iter progettuale, poniamo il suono come musica che vada ad abbellire e a completare, ma mai a costruire lo spazio stesso.
A Venezia Pase Platform, con la partecipazione dell’Opéra National de Paris, ha presentato “Les Secrets de l’Opéra”, una composizione di Victor Nebbiolo di Castri e di Valeria Zane creata con i suoni provenienti dai laboratori e dagli studi del teatro dell’Opéra, accompagnati dalla voce della soprano Giulia Semenzato, dal flauto traverso di Andrea Vecchiato e dalle percussioni di Paolo Bertoldo. In verità la descrizione non rende giustizia ad un’idea brillante che, partendo dal bando di gara indetto dalla Ratp per la produzione di un ambiente sonoro nella stazione di Bastille Opera della metropolitana di Parigi, ha costruito sulla base del repertorio sonoro reperibile in un ambiente come quello di un grande teatro d’opera (dai laboratori alle sale prova, dai foyer alle sale da concerto), un canovaccio sul quale l’apporto dei musicisti sopra ricordati e un software danno vita a un numero di composizioni praticamente infinito, esplorabile in modo automatico con l’aiuto dell’informatica. Il tutto collocato nello spazio, “spazializzato”, grazie a particolari tecnologie messe a disposizione da d&b Soundscape.
A questo punto ci si dovrebbe fermare con le parole ed iniziare ad ascoltare con le orecchie, ma, non essendo possibile descrivere la musica se non con l’utilizzo dei suoni stessi, esattamente come lo spazio può essere capito solo percorrendolo nel tempo, dobbiamo chiedere credito per poter affermare che l’esperienza è ricca, coinvolgente, a tratti suadente, e che si deve esercitare un certo autocontrollo per non rimanere appiccicati al computer a esplorare un numero discretamente grande delle infinte melodie combinatorie a disposizione. Ovviamente il passeggero della Ratp si porta a casa il link per accedere a piacere al continuum musicale messo a disposizione. E così vorremmo fare noi mentre ripercorriamo le calli veneziane, ormai dense di voci e rumori, e riflettiamo su quali nuove/antiche frontiere si potrebbero esplorare riportando il suono nel progetto, la musica nello spazio, per il tramite di una tecnologia colta che, per una volta, riesce a superare gli sterili sperimentalismi autoreferenziali del main stream culturale per portare elementi nuovi alla qualità del nostro vivere. Vivere insieme, ovviamente.

Les Secrets de l’Opéra
Sponsor Ratp – Département de la communication
Production e graphic design Itsok
Sound creation Victor Nebbiolo di Castri & Valeria Zane
Spacial participation Opéra National de Paris

 → Office Observer Guest Blogger: Alessandro Colombo 

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