IN LIFE: ULTRAUFFICIxULTRACORPI #09


La rubrica “IN LIFE” è curata dal network di professionisti → Digital Guys, fondato da Fabrizio Bellavista, Antonio Cirella, Stefano Lazzari, Danilo Premoli, ognuno con conoscenze abilitanti alla trasformazione digitale.
Il format di “IN LIFE” prevede la pubblicazione di un articolo ogni 15 giorni su Office Observer. Il martedì della settimana successiva viene fatta una diretta di approfondimento, in cui si potranno fare domande agli autori.

Potenzialità economiche dei Mondi Virtuali Sociali
 
Ci siamo lasciati nell’ultimo articolo #08 con una promessa: completare la riflessione sulle potenzialità economiche dei mondi virtuali sociali. Per sintetizzare un discorso molto articolato e proprio per la sua natura originale, con molti “gradini” tecnologici da comprendere, abbiamo deciso di raccogliere in quattro domande i quesiti che generalmente ci vengono posti sui mondi virtuali.

• Quando saranno mature queste tecnologie?

La natura “carsica” delle tecnologie molto innovative, quelle che cambiano un paradigma (e la realtà virtuale è una di queste) vivono di emersioni, dove vengono messe in luce dai media, per poi ritornare sotterranee quando l’attenzione (e i conseguenti investimenti) vanno scemando. Applicazioni originali e pratiche di mondi sociali virtuali risalgono al 2006/2007, dunque da un tempo sufficientemente lungo per capire se funziona o meno. Ma la maturità tecnologica deriva da una serie di concause, non ultima la necessità. Oggi abbiamo la spinta della pandemia e del distanziamento (che ha generato attitudini e abilità nelle persone che usano in maniera disinvolta tecnologie come le videochat). Abbiamo casi in salute e attivi di mondi virtuali di successo (il decano Second Life, ad esempio) e diversi grandi player (Microsoft, Apple e Facebook in testa) che stanno lavorando su sistemi più o meno in fase lancio (ad esempio AltspaceVR di Microsoft è già operativo). Abbiamo tecnologie parallele sviluppate che forniscono una esperienza d’uso più agile e confortevole, l’hardware cresce di potenza e si raffina. Basta pensare agli ingombrantissimi visori per la VR di qualche anno fa rispetto agli attuali molto più indossabili e facili da usare. Tutto ciò sta risvegliando i mercati e i servizi prodotti conseguenti. Dunque, la risposta a questa domanda è che sono già tecnicamente mature, quanto lo può essere una tecnologia in continua evoluzione. Serve solo che gli uffici marketing delle mayor dicano ai mercati che c’è il prodotto giusto che “sdoganerà” l’intero mercato. Lo stiamo tutti aspettando e sappiamo anche che arriverà da un marchio con una effe bianca in campo blu.

• I mondi virtuali sociali sono seri?

Abbiamo già spiegato la differenza fra entertainment game e serious game. Ma in molti chiedono perché per le aziende non sia più sicuro farsene uno per sé. Per ottenere dei risultati di livello, con una qualità di esperienza pienamente soddisfacenti dal punto di vista della grafica e dell’interattività, sono necessari investimenti colossali, anni di sviluppo e competenze specifiche. La possibilità offerte dalle public company in ambito cloud è l’esempio a cui fare riferimento: Amazon, Google, Microsoft offrono le loro soluzioni a migliaia di aziende, dando servizi di qualità difficilmente eguagliabili.

• Mi posso fidare?

Per quanto riguarda la sicurezza, dando per scontato che nessun sistema è inviolabile e sicuro a 100%, abbiamo un paio di elementi importanti da prendere in considerazione: primo la proprietà di un ambiente, con tutte le sue caratteristiche, è a capo di un utente amministratore unico; nessuno è autorizzato a depositare o creare oggetti contenenti software potenzialmente malevoli all’interno di un ambiente virtuale; secondo tutti gli ospiti hanno accesso all’ambiente virtuale con user e password. Se a questo si uniscono procedure di riservatezza come la creazione di utenti aziendali e l’accesso solo da macchine con IP certificato, si ha una ragionevole sicurezza nell’uso di questi account. Ragionevole non vuol dire assoluta, sia ben chiaro. L’inviolabilità non è l’unico aspetto della sicurezza che conta, anche se per l’impresa è importantissima. La società di un mondo virtuale sociale è aperta, bisogna confrontarsi con la gente, nel bene e nel male. Dunque, bisogna pensare ad una sicurezza sul posto, come in un qualunque esercizio pubblico. Poi ci sono le questioni riguardanti il denaro e la gestione della proprietà intellettuale. Ma qui andiamo su argomenti che non riguardano in modo specifico i mondi virtuali sociali, ma tutto il digitale.

• E infine: cos’è un Mondo Virtuale Sociale?

Riassumendo i tanti aspetti che abbiamo affrontato insieme negli articoli precedenti, possiamo ridurre a tre le sue caratteristiche peculiari:
1) È sociale, cioè permette l’interazione e l’aggregazione in gruppi fra persone e prevede un alto grado di autogestione normato da policy tutelata da una autorità comune e superiore, la cosiddetta “code authority” a cui nulla sfugge nel digitale. Questo per specificare che la società in un mondo digitale non è mai libertaria, non ci si illuda con falsi miti. Ma i mondi sociali virtuali si avvicinano, molto più dei social media attualmente in uso, ad una sorta di democrazia digitale.
2) Ha una sua moneta stabile, agganciata ad una valuta flat, reale con un tasso di cambio variabile, ma sostanzialmente molto stabile. La moneta virtuale viene acquistata e venduta attraverso il normale circuito bancario. Non abbiamo mai sentito parlare di inflazione di monete virtuali. Ora che però le criptovalute si stanno affermando come alternativa alle monete convenzionali, anche i mondi virtuali si stanno approcciando a questa nuova valuta, i cui effetti sono ancora tutti da vedere.
3) Ha un mercato di prodotti generati dagli utenti che risponde a domanda e offerta diretta, non condizionata da fattori esterni, come politiche di embargo che generano scarsità o dumping. Essendo tutte le risorse di un mondo digitale praticamente infinite, possiamo dire (forse) che è un mercato perfettamente competitivo, o quantomeno gli somiglia molto. Questo genera una economia di piattaforma che si autosostiene. Di fatto queste piattaforme sviluppano una economia interna basata sul mercato di artefatti virtuali (modelli tridimensionali di oggetti, script per specifiche funzioni ecc.), permettendoci di trovare in loco parte delle risorse necessarie alla realizzazione di un ambiente virtuale contribuendo al contenimento dei costi di realizzazione. Per concludere in una frase un Mondo Virtuale Sociale è un social media in un ambiente grafico tridimensionale che offre risorse e mercato a comunità di pratiche (community) che trova nelle risorse a disposizione tutti i mezzi per perseguire i propri interessi.

C’è però un’ultima domanda, che dà corpo, letteralmente al centro di interesse principale dei mondi sociali virtuali: “Cos’è un Avatar?” Ma di questo parleremo nel nostro prossimo articolo dedicato ad Ultrauffici per Ultracorpi.
[testo di Stex Auer – Digital Guys]

SAVE THE DATE
 
IN LIFE: ULTRAUFFICIxULTRACORPI #09
con Antonio Cirella e Stefano Lazzari
 
1 giugno 2021 ore 18.00 CET

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