Guest Blogger: Corrado Caruso D2U Design to Users

[testo di Corrado Caruso D2U Design to Users]

Dal lavoro da remoto in emergenza allo smart working

È questo il tema che le aziende sono chiamate ad affrontare oggi interrogandosi sui cambiamenti necessari in termini di quantità e nuovi modi d’uso dello spazio per il ritorno ad un’agognata e aggiornata normalità lavorativa. In attesa del “new normal” il rientro in ufficio dall’emergenza è attualmente caratterizzato da attività di sanificazione degli edifici, gestione dei turni / orari di lavoro, separazione dei percorsi di ingresso e di uscita, controllo dei collegamenti verticali, aumento della distanza tra i posti di lavoro e diminuzione della densità attuale, aumento dei cicli di pulizia e distanziamento dei posti di lavoro.

La costruzione dei nuovi scenari fisici dell’ufficio sarà caratterizzata da una nuova declinazione degli ambienti dove lavoreremo:

  • nuove postazioni a casa per il lavoro smart da remoto
  • spazi di co-smart working all’interno degli spazi comuni condominiali dove abitiamo
  • spazi di co-working o uffici satelliti, anche decentrati
  • spazi di lavoro nelle sedi aziendali di oggi trasformati per le nuove necessità di relazione ed interazione tra le persone in nuovo mix di spazio reale e virtuale: l’ “hub quarter”.

Da “head quarter” ad “hub quarter”

Sarà una trasformazione epocale dall’antica “sede centrale” ad un nuovo concetto di “hub” caratterizzato da:

  • un ripensamento degli open space e delle stanze di gruppo bilanciando la necessità di privacy ed il distanziamento con gli ambiti della relazione e del confronto
  • la creazione di spazi per la socializzazione e la comunicazione virtuale: la community degli uffici diventerà un mix di spazio reale e virtuale, in cui non saranno mai presenti tutti i dipendenti contemporaneamente, ma sarà importante creare momenti costanti e spazi smart di dialogo tra chi sarà fisicamente in ufficio e chi lavorerà da remoto
  • la trasformazione e ibridazione degli spazi comuni aziendali, a partire dalle mense che potranno diventare delle “smart canteen”
  • l’uso di piattaforme digitali e applicazioni che permetteranno la gestione delle prenotazioni, il monitoraggio delle presenze e la verifica dell’affollamento.

Le trasformazioni di cui sopra organizzate in un progetto multidisciplinare concorreranno alla definizione di un nuovo space-budget che permetterà alle aziende di valutare eventuali riduzioni e ottimizzazioni dell’area di ufficio attualmente affittata.

I pro e contro dello smart working

Lo smart working non è solo utile in momenti di emergenza o per risparmiare sui costi ma diventa, se ben applicato, un fattore critico di successo che può aumentare la produttività e migliorare il business delle aziende. Alla base ci deve però essere un cambiamento della cultura aziendale, che dovrà basarsi sempre più sulla fiducia nei confronti di dipendenti e dei collaboratori, sul lavoro per obiettivi, su flessibilità e competenze digitali e su una formazione ad hoc per i dipendenti.

Rischio di solitudine
isolamento e riduzione
dello spirito di team

I più comuni ostacoli percepiti sono per il middle management il rischio di perdere il controllo sui propri collaboratori; per l’IT i rischi ed i costi per supportare la moltiplicazione delle connessioni da remoto; per le persone il rischio di solitudine, isolamento e riduzione dello spirito di team. Il processo deve consentire a tutto il personale la possibilità di accedere allo smart working, l’adesione deve essere su base volontaria, reversibile e fiduciaria (fino a prova contraria), gli orari di lavoro devono essere flessibili all’interno di un monte ore prefissato, è consigliato infine un modello misto con lavoro sia in sede che da remoto per mantenere e coltivare un aspetto imprescindibile del nostro essere: la relazione diretta con gli altri.
[novembre 2020]


C. CarusoCorrado Caruso
Corrado Caruso è co-fondatore e managing partner di D2U Design to Users, società di architettura fondata dagli architetti Corrado Caruso e Jacopo della Fontana. Lo studio è impegnato nella valorizzazione del patrimonio immobiliare e nella progettazione degli spazi per i clienti “corporate” e per le esigenze del mondo dell’impresa. D2U opera in tutta Italia ed è parte di un network internazionale di società di architettura.


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