NeoCon 2017 dal nostro inviato speciale

[dal nostro inviato speciale Paolo Favaretto]

Eccoci ancora nella bella Chicago per vedere cosa propongono le aziende in questo NeoCon 2017, NeoCon che sembra non avere più l’ufficio come argomento principale, come protagonista, bensì il contract. Tema da sempre trattato negli USA, soprattutto in questa fiera, e oggi sembra che questa parola sia quasi un lasciapassare per poter essere presenti nei piani del famoso Merchandise Mart.

C’è un’altra parola che va per la maggiore e che viene usata ad ogni piè sospinto, quasi a dimostrare l’appartenenza ad un club esclusivo, ed è: smart. Oggi tutto è smart: smart office, smart seating, smart system e tutto questo cade poi sotto la dicitura di ufficio 2.0, ufficio 3.0 e credo si sia arrivati all’ufficio 4.0. Cosa questo significhi, penso siano in pochi a saperlo, ma l’importante è sapere che c’è e parlarne. Questo fa credere di far parte quasi di una speciale categoria in grado di prevedere cosa e come andrà domani. Mah… Beati loro!

Comunque, la cosa che mi ha colpito maggiormente quest’anno è stata la straordinaria presenza di visitatori, tanti che così non ne vedevo da anni. Il mercato americano è ripartito e questo fa ben sperare anche per il nostro business, che purtroppo però ancora fa fatica a riprendersi. Nonostante il mercato sia in buona ripresa, non ho visto particolari prodotti che colpissero per la loro originalità o innovazione.

Questo sottolinea ancora una volta che le aziende non si sentono ancora sicure e disposte a fare importanti investimenti. Quasi tutte, compresi i colossi Steelcase, Haworth, Herman Miller, Teknion, si sono mostrate con un aspetto molto più domestico che da ufficio, quasi a voler convincere che l’ufficio sia destinato a sparire ed in parte sia già sparito. Cosa che io non condivido da anni. La direzione sembra sì andare verso l’ambiente home, ma quello che si vede oggi in giro (nelle varie fiere, perché poi la realtà è un’altra) mi sembra un po’ esagerato. Mi pare che tutti i salotti, pannelli e pannellini con la pretesa della fonoassorbenza, pouf, lounge, siano nati per mancanza di idee e poca voglia di investire.

Favaretto_NeoCon_2017Durante la proiezione dei pezzi selezionati per l’HiP Award (anche quest’anno il nostro studio ha vinto un premio, per la collezione di sedute Ribelle prodotta da Luxy, per indoor e outdoor) non si sono visti prodotti che colpissero per la loro originalità, ad eccezione del nostro, ovviamente.

Mi sembra che il NeoCon cerchi quasi di imitare il Salone del Mobile di Milano, puntando sulla presentazione emozionale dell’allestimento piuttosto che sulla presentazione tecnica del prodotto, come quella che fece Steelcase in occasione della seduta Sensor (non so quanti si ricorderanno di quella presentazione e di quel prodotto, molti anni sono passati).

Insomma, non vedremo più uffici tipo quelli che Frank Lloyd Wright progettò per la Johnson Wax? E chi lavora nelle assicurazioni, o in banca, o in un call center? Saranno tutti sdraiati su di un divano o rannicchiati su di un pouf? Beh, io non lo credo e, per questo, dopo 37 anni di NeoCon, invito a soppesare con maggiore buon senso le proposte che i designer fanno e che le aziende, a volte senza immaginarne le conseguenze, mettono in produzione. [giugno 2017]

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