Dallo scriptorium all’alfabeto 2.0

Monk_font_UmbriaIn occasione di Expo 2015, la regione Umbria ha scelto uno scenario che rimanda alla tradizione più profonda che, oltre alla bellezza del territorio e all’enogastronomia, trova un senso nella capacità di "produrre sapere", riassunto nel titolo "Convivium 2.0", declinato attraverso il recupero delle radici, frutto del lavoro degli eruditi monaci benedettini e francescani. E proprio partendo dall’esperienza dei monaci, l’Umbria ha presentato un nuovo font, frutto del lavoro dell’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia, che ha riunito un gruppo di designer e di comunicatori per realizzare l’intero progetto, denominato Monk. Fusione simbolica tra il vecchio, inteso come tradizione, e il nuovo, frutto della creatività: "Monk nasce come font sans serif, composto da forme precise e semplici, proporzioni generose e dettagli sofisticati provenienti dai capolettera dei manoscritti miniati. È un carattere contemporaneo disegnato ibridando le rotondità della scrittura carolina, utilizzata nelle trascrizioni benedettine, e le spigolosità della scrittura gotica, utilizzata nelle trascrizioni francescane".

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