Guest Blogger: Francesco Adorni

[testo di Francesco Adorni]

Lo spaceplanning in tempi diversi

Il restyling di 5.000 mq di uffici di un importante gruppo bancario nel centro di Milano ha presentato un tipo di intervento molto particolare: si trattava di eseguire i lavori senza la possibilità di interrompere le attività degli uffici. Si è perciò pianificata una serie di allestimenti in un arco temporale molto esteso (alcuni non sono ancora stati completati). L’edificio in questione ha la firma di Piero Portaluppi con una particolare vocazione alla trasformazione. L’analisi presso gli archivi storici ha infatti messo in luce che l’attuale conformazione è dovuta a ben cinque successivi interventi tutti su progetto dello stesso Portaluppi (l’ultimo realizzato postumo) che hanno portato alla trasformazione dall’originario opificio, sede del Linificio e Canapificio Nazionale, agli attuali uffici. Il primo nucleo è datato 1919; successivamente dal 1922 al 1925 l’edificio è stato oggetto di due successivi interventi di ampliamento e nel 1936 è stata aggiunta una torre modernista di tre piani che poi è stata sopraelevata di altri due piani nel 1967 dopo la morte dell’architetto.

cambio degli standard
negli arredi per ufficio

Progressivamente la distribuzione degli uffici ha assunto sempre più i connotati dell’open space. L’occasione di iniziare un complessivo restyling degli ambienti è stata il recepimento del cambio degli standard dimensionali negli arredi per ufficio che rendevano ormai obsoleti i vecchi desk, adatti ad alloggiare ingombranti monitor a tubo catodico. Si è quindi passati a quelli in linea che consentono un notevole risparmio in termini di ingombro con relativa maggiore capacità di alloggiamento di postazioni. Contestualmente al cambio degli arredi, è stato previsto anche l’adeguamento delle finiture e di alcuni apparati tecnologici. Dal punto di vista delle finiture il punto più critico era rappresentato dalla scelta della pavimentazione. Trattandosi di un attività finanziaria con intenso utilizzo di apparati informatici si riscontrava un problema di eccessiva carica elettrostatica negli ambienti. D’altra parte il pavimento galleggiante esistente imponeva la necessità di una sua frequente apertura per manutenzione. La scelta è ricaduta su una moquette autoposante a quadrotti antistatica, che ha permesso di risolvere il problema consentendo una facile manutenzione degli impianti.

aumentando gli open space
si è venuta a creare
un’esigenza di privacy

Anche i corpi illuminanti sono stati cambiati per poter essere regolati e controllati mediante sensori di presenza con conseguente risparmio energetico. Aumentando gli open space si è venuta a creare nel tempo un’esigenza di privacy e di spazi più riservati. Per rispondere a questa richiesta abbiamo progettato alcune aree per microriunioni e “cabine telefoniche”, inserite nelle armadiature esistenti o in spazi non utilizzati. Tali elementi sono stati realizzati su disegno e sono caratterizzati dall’utilizzo di pannelli fonoassorbenti che restituiscono una sensazione di isolamento e di privacy. I pannelli sono diventati uno standard che ha caratterizzato tutti i nuovi interventi nell’edificio (area break, sale riunioni ecc.) abbinando la piacevolezza estetica del legno alle prestazioni acustiche del materiale.

Anche l’ingresso dell’edificio ha subito un restyling. In questo caso abbiamo lavorato su alcuni materiali preesistenti, rivestendo le pareti in acciaio inox e i pavimenti in lastre di grès di 3 mm per tre metri di lunghezza. Anche le luci a sospensione sono in acciaio, così come i faretti incassati a scomparsa. Durante lo svolgimento dei lavori, il cambio della normativa in materia di prevenzione incendi ha reso necessari ulteriori adeguamenti a livello di uscite di sicurezza, compartimentazioni antincendio ecc. Per non impattare eccessivamente sull’attuale configurazione degli uffici, si è provveduto adeguando gli ascensori con nuove porte di tipo tagliafuoco Rei120.
[maggio 2015]


Francesco_AdorniFrancesco Adorni
Francesco Adorni si laurea al Politecnico di Milano con una tesi sul restauro e riuso della Biblioteca Nazionale di Sarayevo danneggiata durante la guerra dei balcani. Dopo una iniziale collaborazione con Urban Office Architecture, ha aperto il proprio studio in Milano nel 1998, occupandosi in maniera non settoriale di diversi ambiti dell’architettura, conducendo esperienze nel campo residenziale, terziario, commerciale ed alternando l’attività professionale con la partecipazione a concorsi di architettura. Ha vinto il concorso per il restauro e riuso di un edificio in via Veneto a Roma, in corso di realizzazione. Da diversi anni rivolge particolare interesse ai temi ambientali della sostenibilità e del risparmio energetico.


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