Guest Blogger: Paolo Lucchetta

[testo di Paolo Lucchetta]

Il design per la lettura

Fa piacere pensare che ridisegnare la Libreria Rizzoli all’interno della Galleria Vittorio Emanuele di Milano non sia un tema esclusivamente relativo all’architettura, ma che riguardi anche e soprattutto questioni di estetica delle relazioni, traiettorie di segni tra luoghi, cose e persone. Le persone si incontrano nell’architettura e in questo senso le librerie sono architettura, assumendo un significato unico e distintivo di attualità anche nell’era digitale.

il carattere del luogo
è fatto più di relazioni
che di spazi in sé

Oggi più che mai, l’identità dei luoghi del commercio è affidata maggiormente a ciò che si scopre che a ciò che si vede. Mentre molti degli allestimenti più recenti ci ricordano immagini già viste altrove, ciò che appare meno evidente, i dettagli, preservano qualcosa di quello speciale carattere dei luoghi che è fatto più di relazioni che di spazi in sé. È questo l’elemento originale e distintivo delle Librerie Rizzoli, non riconducibile a generici formati o a lussuosi flagshipstore, ma a spazi unici nell’immaginario globale dei booklover.

Saper vedere e raccontare l’unicità dell’esperienza attorno alla lettura ha costituito la vera sfida del progetto, il suo significato più ambizioso. Fin dalla prima stesura, il senso del dettaglio ha ispirato molte delle scelte che riguardano nuove e vecchie suggestioni materiali: a partire dalla rilucidatura delle maniglie in ottone a forma di “R”, e proseguendo con la finitura delle pareti nella particolare tonalità del colore bianco suggerito dalla Sovrintendenza per il restauro degli intonaci delle facciate della Galleria, con il colore “blue ink” della pavimentazione ceramica posata secondo gli schemi Chevron delle biblioteche francesi, e con il ciliegio americano dei mobili-libreria dei Rizzoli Building di Fifth Avenue e di West 57th Street e con altro ancora, tutti gli elementi del progetto sono stati ispirati da nostalgie, citazioni, e allo stesso tempo da nuove visioni e scenari contemporanei.

significative sono
le proporzioni
e l’articolazione
degli spazi interni

Nei negozi della Galleria, non sono gli elementi decorativi dell’architettura l’unico carattere dominante, ma più significative sono le proporzioni e l’articolazione degli spazi interni: le ampie aperture vetrate sottolineate da archi e volte, l’ampiezza del piano interrato pari a quella del braccio della galleria, le corti interne del piano primo, i vuoti geometrici ottagonali, emblema compositivo dell’intero progetto del Mengoni.

Oltre all’intenzione di rileggere e valorizzare le relazioni spaziali dell’edificio originale, il progetto prevede un innesto di nuova architettura costituito da una scala pedonale e da un ascensore, ideati utilizzando tecnologie d’avanguardia per ridurre al minimo la visibilità della struttura e per garantire la migliore trasparenza con vetri ultrachiari.

Ma oltre alle questioni spaziali, il vero cuore del progetto sta nella dimensione del design per la lettura, che proprio a Milano ha visto una straordinaria generazione di designer dedicare al libro alcune delle loro produzioni migliori, qui selezionate ed allestite assieme a nuovi elementi espositivi disegnati ad hoc per la nuova Libreria Rizzoli, come un omaggio ad un valore originale ed eterno della città.

Immagini, parole, testi, finestre digitali sono posizionati con cura all’interno dello spazio per accompagnare l’esperienza degli amanti del libro tra informazioni e nuove ispirazioni, con la possibilità di utilizzare numerose postazioni di lettura, tavoli di consultazione ed eventi dedicati alla lettura; particolarmente curata la modellazione della luce al fine di esprimere l’anima dello spazio e sottolineare i criteri espositivi delle stanze dei libri.

Per tutti questi motivi, ridisegnare una libreria non può essere solo un esercizio stilistico della professione di architetto. E la conseguenza è che sottrarre i luoghi alle trasformazioni occasionali per considerarli nel loro insieme rende possibile guardare con occhi nuovi ai valori di ciò che ci circonda e d’immaginare attraverso i progetti degli spazi pubblici, a cui a tutti gli effetti le librerie appartengono, una nuova cultura della conoscenza che sulla vecchia affondi fortemente le sue radici.
[gennaio 2015]


Paolo_LucchettaPaolo Lucchetta
Laureato in Architettura a Venezia con Aldo Rossi, nel 1999 fonda RetailDesign che ha sede in Vega/Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia e si occupa di progetti e ricerca in un territorio che spazia dall’architettura al design, dalla moda alla comunicazione, trovando il loro campo di applicazione in contesti internazionali di eccellenza. Nel 2012 fonda in partnership, all’interno delle relazioni internazionali Italia- Cina, coordinate dall’Università del Politecnico di Milano e dell’Università di Tongji Shanghai, “AtelierPaoloLucchetta Co Ltd”, società di architettura, interior design e design del prodotto. I progetti di RetailDesign sono stati pubblicati da Electa nella monografia “Paolo Lucchetta + RetailDesign: works 1999/2007” (è in preparazione il secondo volume sui lavori 2007-2013). Per i suoi progetti lo studio ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali; all’attività di ricerca Paolo Lucchetta affianca anche quella di docente al Politecnico di Milano e all’Università Iuav di Venezia.


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