Guest Blogger: Davide Vercelli

[testo di Davide Vercelli]

Sono reduce, ormai da qualche settimana, da Cersaie, parrebbe quindi consono parlare dei suoi numeri in crescita, della generale impressione e della soddisfazione degli intervenuti a vario titolo, ma poiché niente di tutto questo mi affascina vi parlerò del mio Cersaie cioè di CER-SEA. Per chi non avesse avuto l’opportunità di visitarla, al di là del gioco di parole con la fiera che l’ospitava, CER-SEA è stata una delle mostre collaterali di Cersaie, per quanto mi riguarda la più importante. Progettata, organizzata e gestita a quattro mani con l’amico Angelo Dall’Aglio e promossa da Edi.Cer, Promos e Bologna Fiere, ha occupato un’area di 1.200 mq e ha coinvolto circa 80 aziende, molto trasversali tra di loro: abbiamo ospitato Vitra, Hansgrohe, Foscarini, passando per Technogym e Rotoloni Regina solo per citarne alcune.

Come il nome suggerisce CER-SEA è stata un ripensamento progettuale di uno dei maggiori patrimoni naturalistici italiani: i litorali e le coste. L’idea di base era di indagare la possibilità concettuale di vivere le spiagge per un periodo di tempo maggiore rispetto a quello attuale sfociando anche nel periodo invernale. Il visitatore all’ingresso aveva dinnanzi a sé due principali scenari temporali: a destra il mare estivo a sinistra il mare invernale; due enormi fondali fotografici retroilluminati fornivano la quinta scenica per i due ambiti. Così se il mare estivo, imperniato attorno ad un’agorà il cui centro era un open bar, vedeva una serie di servizi che andavano da una libreria alle boutique di costumi e di tessile passando per i bagni e l’area fitness, la zona invernale era incentrata su una spa e su un giardino d’inverno, con tanto di camino sospeso, rivolti al panorama di una spiaggia romagnola ricoperta di neve.

soluzioni costruttive leggere
a bassissimo impatto

Lo spirito che ci ha animato sin dall’inizio è stato quello di proporre una serie di soluzioni costruttive che fossero il più possibile “leggere” e a bassissimo impatto: da qui l’uso massiccio di piastrelle e di pavimentazioni lignee posate flottanti direttamente sulla sabbia, la scelta di gazebi in legno lamellare tamponati da pareti a paramento leggero per creare gli ambienti in cui ospitare i servizi, la volontà di integrare le costruzioni in un’immaginaria pineta i cui alberi, a copertura delle colonne di sostegno del padiglione, erano realizzati in cartone. A corredo ed integrazione della settimana una serie di convegni, due cerimonie di premiazione di altrettanti concorsi, tre cocktail party animati dai dj del Pineta, ed una grandiosa sfilata di moda fronte mare. Insomma tanta roba.

A due settimane di distanza, spente le luci e smorzati gli echi, si può azzardare un’analisi un po’ più critica su cosa abbia rappresentato per noi progettisti, per le aziende sponsor, per i visitatori e per i promoter questo evento. Procedo in maniera randomica: per le aziende che ci hanno accompagnato e sono state sponsor dell’evento è stata una grande occasione di visibilità: 10.000 persone distribuite nei 5 giorni hanno visto i loro prodotti ambientati e contestualizzati e li hanno apprezzati, molti di loro si sono divertiti, e hanno conosciuto clienti nuovi e nuove opportunità, qualcuno ha stretto alleanze e ipotesi di cobranding, tutti in varia misura si sono ritenuti soddisfatti realizzando e spesso superando le aspettative rispetto alla loro partecipazione.

stupore, meraviglia, curiosità
sono gli strumenti
per attirare l’attenzione

Per i visitatori è stato l’incontro con un modo nuovo di fare fiera. L’abitudine a confrontarsi con stand istituzionali di un’unica azienda talvolta li destabilizzava, ci si interrogava su chi fosse ad avere uno stand così ampio e così strano e cosa in realtà si producesse. Comunicazione in loco, flyer, cartelloni sparsi un po’ ovunque per la fiera e battage mediatico non sono stati sufficienti a preparare l’utente. Superato questo primo scoglio però l’impressione generale era di grande stupore, di meraviglia e di curiosità. Strumenti fondamentali per attirare l’attenzione e convincere gli utenti che ne valesse la pena. Radio Cersaie ha fatto il resto, e il passaparola tra gli addetti ai lavori ci ha velocemente classificato come “la cosa” da vedere.

Per i promotori, Promos, Bologna Fiere ed Edi.Cer è stata, credo, una grande prova, un’ipotesi realizzata ed un fare innovazione in un mondo, quello dei servizi, che forse di innovazione ne vede troppo poca. A loro il ringraziamento per aver creduto nel nostro progetto e per averci supportato in tutte le nostre necessità. Se abbiamo piantato un piccolo seme ed un’ipotesi di lavoro su cui porre le basi di nuovi possibili mondi fieristici, lo dobbiamo anche a loro.

Difficile immaginare ora quello che sarà, ma il ventaglio è davvero ampio. Infine per noi, caparbi genitori dell’evento, sebbene non ancora completamente consci della portata di ciò che abbiamo voluto, è stato il completamento e la realizzazione di sei mesi durissimi di lavoro tra Bologna, il Piemonte e mezza Italia percorsa in lungo e in largo per spiegare alle aziende sponsor il nostro progetto, sei mesi di pensieri, slanci, illusioni, esaltazioni e finanche delusioni, ma anche il banco di prova di un’amicizia e di un’affinità che mi ha legato ad un collega che ringrazio infinitamente per la costanza e la professionalità con cui ha condotto il progetto: senza di lui CER-SEA come l’abbiamo vissuta e come ve l’ho raccontata non sarebbe mai esistita. [ottobre 2014]


Davide_VercelliDavide Vercelli
Nato nel 1966, laurea in Ingegneria, approda alla progettazione dopo un percorso di ricerca svolto presso il Politecnico di Torino. Da sempre appassionato alla cultura del progetto, alle modalità con cui concezione tecnologia e produzione, comunicazione e strategie di marketing interagiscono per realizzare un prodotto e per farlo conoscere ha negli anni sviluppato una consistente serie di collaborazioni con aziende di svariati settori: illuminazione, accessori per la casa, radiatori, rivestimenti. Dal 1999 al 2007 sviluppa in Ritmonio il concept stesso dell’azienda e ne diventa l’anima creatrice. Fonda nel 2010 il brand di arredamento Liberostile (www.liberostile.it). Nel 2013 ha ideato e curato il format Aggregàti, uno dei principali eventi collettivi di Cersaie 2013, dedicato al contract e al wellness. Numerosi gli interventi a livello formativo in collaborazione con istituti ed università (Politecnico di Milano, Ied); vanta diversi riconoscimenti internazionali. È coordinatore della commissione tematica Abitare per l’Adi Design Index e membro dell’Atelier dell’Innovazione.


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