15domande15: Luciano Galimberti

C’è design senza designer?
Un recentissimo saggio di Francesco Schianchi dal titolo “Antropodesign” sostiene che il design sia una categoria del pensiero e quindi ogni azione, prodotto, servizio, in quanto prima “progettata” dalla mente possa ascriversi come design. La discussione su questo tema è vasta ed è alimentata dalla differente accezione del termine design tra il mondo anglosassone e quello mediterraneo. Design è certamente progetto complesso e non solo esercizio di stile e questo è anche testimoniato dalle numerose mostre su prodotti di “design anonimo”. ADI stessa ha una importante collezione di oggetti di questo tipo: la Collezione Ventura, che aiuta ad indagare il fenomeno. Penso però che il design sia una disciplina al pari della medicina, con regole e risultati misurabili secondo criteri scientifici e questo è abbastanza indifferente alla notorietà del designer.

Come immagina il design tra dieci anni?
Una disciplina ancor più in evoluzione, con al centro l’uomo e il miglioramento delle sue condizioni di vita. La medicina si occupa da sempre della salute dell’uomo, cambiano le tecniche ma il valore di riferimento resta lo stesso.

Come definirebbe in tre parole i suoi progetti?
Felici, inclusivi, onesti.

Qual è il materiale con il quale preferisce lavorare?
Sono curioso, non ho una preferenza.

Quale prodotto di arredo per uffici avrebbe voluto firmare?
L’Aluminium Group.

Quando ha deciso di fare il progettista?
Inconsapevolmente, quando i miei genitori mi regalarono una piccola gru giocattolo, a distanza di anni ne ho disegnata una vera ed è stato come cadere in una piscina e accorgersi di saper già nuotare. Consapevolmente, quando in terza media collezionai una bella serie di 3 in latino e questo mi ha precluso la brillante carriera da avvocato a cui pensavo. Ringrazio la mia professoressa di latino.

Chi è stato il suo maestro?
Naturalmente i grandi del Movimento Moderno, gli artisti delle avanguardie del 900, ecc. ecc., ma se posso uscire dal politicamente corretto non ho dubbi: Angelo Cortesi, oggi un amico oltre che un maestro.

Matita o mouse?
Matita… di legno.

Come si aggiorna?
Viaggio, ascolto persone differenti da me, leggo… e poi ho la fortuna di avere una figlia di 11 anni e questo aiuta moltissimo a non “fermarsi”.

Aggiorna lei il suo sito o c’è’ chi se ne occupa?
Ci pensano dallo studio, io partecipo alle riunioni sui cambiamenti strutturali. Devo dire però che oggi sono più colpito da altri strumenti di comunicazione rispetto al sito, penso a blog e social network, per fare un esempio adesso, domani si vedrà.

Che immagine c’è come sfondo del desktop del suo pc?
Una scogliera immersa nella nebbia: adoro i luoghi che segnano un confine.

Se non avesse fatto il progettista, cosa avrebbe voluto essere?
Un avvocato. Ho una sorta di romantica passione per la giustizia.

Quale libro sta leggendo, non necessariamente di design, e quale l’ultimo letto?
Leggo contemporaneamente 4 o 5 libri, alterno saggi a romanzi e a poesie. Attualmente sto leggendo: “Il potere che frena” di Massimo Cacciari, “Minimo & sostenibile” di Gino Finizio, “Il mio nome è Asher Lev” di Chaim Potok; ho appena finito la biografia di Mario Schifano: straordinaria.

Il mondo sente la necessità di nuove sedie?
Dalla prima sedia apparsa, il mondo si è affrancato dal bisogno di uno strumento per sedersi. Da quel giorno il bisogno si è spostato verso l’appagamento di sovrastrutture culturali che continuano a cambiare e perciò: sì, il mondo ha e avrà bisogno di nuove sedie.

Si considera un intellettuale?
Penso di occupare un ruolo intellettuale.

[0ttobre 2014]


Luciano_GalimbertiLuciano Galimberti
Design manager, fonda con Rolando Borsato nel 1985, “BG+ progettazione”: uno studio di progettazione organizzato per processi, con l’obiettivo di superare il tradizionale ruolo artigiano degli studi professionali operando sul concetto di design thinking. Interviene nei diversi ambiti dell’abitare e del lavorare, coniugando interventi di architettura, interni, exhibit design e comunicazione. È stato per quattro anni membro del Comitato direttivo di ADI Lombardia con delega ai rapporti istituzionali, e nel maggio 2014 è stato eletto presidente dell’associazione.


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