Guest Blogger: Paolo Favaretto

[testo di Paolo Favaretto]

E con questo sono 34!

Sì, ho cominciato ad andare al NeoCon di Chicago nel 1980, quando iniziai la collaborazione con l’azienda canadese Kinetics, con la quale realizzammo la prima scrivania con trave in alluminio estruso cablata. Senza dubbio a quel tempo vi erano grandi differenze nell’allestimento dell’ufficio tra Europa e soprattutto tra l’Italia ed il Nord America. Singole scrivanie all’interno di stanze più o meno grandi da noi, grandi ambienti con sistemi di pannellature che dividevano spazi ed elettrificavano i posti di lavoro in America.

senza mai raggiungere
i livelli di investimento
delle aziende americane

Ogni anno venivano proposti nuovi prodotti, mobili e sedute che mostravano, con l’entità degli investimenti, la dimensione e la forza delle aziende come Steelcase, Herman Miller, Knoll, Haworth e molte altre. Cominciammo ad ispirarci a queste realtà e piano piano arrivammo a realizzare dei prodotti che sempre più tendevano ad assomigliare nelle funzioni a quelli americani, senza però mai raggiungere i livelli di investimento delle super aziende d’oltreoceano. Alcune delle nostre aziende tentarono anche di esportare i loro prodotti, ma purtroppo senza grande successo, soprattutto nei mobili, salvo qualche rara eccezione. Mentre per quanto riguarda le sedute andò un po’ meglio.

Quando poi, alcuni anni dopo, le aziende americane cominciarono a presentarsi in Europa con proprie unità produttive o acquisendo aziende europee, le differenze si ridussero ancora, fino quasi a poter dire che un prodotto americano poteva andare bene in Europa così come un prodotto europeo poteva andare in America. Restava comunque sempre la differenza nella dimensione degli investimenti: milioni di dollari in USA, milioni di lire da noi, prima, migliaia di euro, ora.

E veniamo ad oggi: le differenze si sono ulteriormente ridotte nei mobili e nelle sedute. Mi pare che oggi però, si siano ridotte le differenze anche negli investimenti e non perché siano aumentati i nostri bensì sono diminuiti i loro.

non si sono visti
prodotti innovativi,
solo mediocri imbottiti

Nelle ultime edizioni del NeoCon si può notare infatti come anche le mega aziende abbiano ridimensionato gli investimenti. Nell’ultima edizione non si sono visti prodotti di grande innovazione, bensì una innumerevole quantità di complementi che si riducono ad una mediocre produzione di imbottiti di diversa tipologia ma di unica destinazione d’uso: meeting aree informali. Io credo che ciò sia dovuto alla particolare situazione del mercato e ad una mancanza di chiarezza dello sviluppo futuro dell’ufficio che a mio avviso comunque, non si ridurrà mai ad un salotto dove tutti, più o meno composti, lavoreranno con l’iPad sorseggiando una tazza di caffè. [luglio 2014]


Paolo_FavarettoPaolo Favaretto
Nato a Padova, si laurea in architettura a Venezia. Nel 1973 fonda il proprio studio di progettazione, attualmente Favaretto&Partners. Attivo come designer e consulente per l’industria, ha collaborato con prestigiose aziende italiane ed estere, ottenendo importanti premi e riconoscimenti. È past president della Delegazione Veneto e Trentino Alto Adige dell’Adi Associazione per il Disegno Industriale; è stato fondatore e presidente dell’Iidd Istituto Italiano Design Disabilità (ora Dfa Design for All) e membro del direttivo Dfa Europa. Tiene conferenze e lezioni presso università e istituti di design internazionali, tra cui i corsi di laurea in Disegno industriale del Politecnico di Milano e dell’Università Iuav di Venezia, Scuola Italiana di Design di Padova, National College of Art and Design di Dublino, Consorzio Universitario per gli Studi di Organizzazione Aziendale (Cuoa) a Vicenza. Molti dei suoi lavori sono stati pubblicati in libri di design e nelle più importanti riviste specializzate.


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