Report Light + Building 2014

[dal nostro inviato speciale Enrico Leonardo Fagone]

Light + Building, tenutasi lo scorso aprile a Francoforte, costituisce ormai da diversi anni la maggiore rassegna internazionale dedicata al mondo della luce. Con oltre 210.000 visitatori e la presenza di 2.458 espositori l’edizione di quest’anno ha confermato il ruolo di primo piano e l’epocale trasformazione in atto nel campo illuminotecnico come testimoniano la partecipazione, oltre che delle più rappresentative firme del settore, di numerosissimi produttori e distributori di sorgenti, dispositivi elettronici, componenti e apparati di ogni tipo funzionali a qualunque produzione su scala industriale.

Come è noto la manifestazione era incentrata sul tema dell’energia e della sostenibilità intesa come prospettiva irrinunciabile per stabilire un equilibrio tra le prestazioni richieste agli apparecchi illuminanti, tanto in ambito domestico quanto negli spazi di lavoro e pubblici in genere. In particolare Light + Building ha fornito molteplici spunti di riflessione e indicazioni concrete sugli orientamenti attuali e i possibili sviluppi futuri. Gli sforzi maggiori si concentrano nella messa a punto di led qualitativamente più evoluti dal punto di vista della consistenza del colore, dell’emissione del flusso e del comfort visivo (compreso il problema del flickering, che seppure non direttamente percepibile, resta ancora oggettivo sul piano neurologico).

Se gli oled risultano ancora troppo costosi per trovare una diffusa applicazione, alcuni temi in particolare sono emersi, segnando dei veri e propri trend in atto, come la ricerca delle sorgenti più appropriate in base alla tipologia di ambienti da illuminare, con evidenti risvolti in termini di fruibilità ma anche nella sperimentazione da parte di singoli progettisti e pure di grandi operatori, oltre che di apparati illuminanti in grado di sostituire definitivamente le tradizionali fonti a incandescenza e alogene.

Le maggiori innovazioni si concentrano su nuovi sistemi di controllo dove requisiti fondamentali sono ormai il risparmio energetico e la possibilità di gestire e correlare i sistemi illuminanti con altre tipologie di apparecchi. Un fenomeno questo presente nell’ambito domestico (domotica) e nelle infrastrutture dei sistemi di illuminazione pubblica (lighting management). La luce è divenuta d’altra parte elemento qualificante e complementare di ogni architettura e i valori comunicativi che essa è in grado di veicolare si estendono dal contesto strettamente abitativo e dell’ufficio verso una gamma articolata di produzioni caratterizzate da possibilità di applicazione, manipolazione e integrazione sempre più ampie.

LeB_2014_01_Cornea_TiLeB_2014_02_Anirudh_KrishnaLeB_2014_03_Volker_KellerIn questo scenario sembra prendere consistenza la volontà di intrattenere con la luce un rapporto più intimo, primario nel senso antropologico del termine. In alcuni casi forme e rimandi al contesto naturale sembrano voler delineare una nuova estetica della luce. È il caso della serie di lampade da interno 3D Philips e ancora, ad una scala maggiore e con un più evidente impatto, delle installazioni proposte nel contesto di “Luminale – Biennale der Lichtkultur”, rassegna parallela svoltasi al di fuori del complesso fieristico di Francoforte (nelle immagini, dall’alto: Cornea Ti, Morphing light to space; Anirudh Krishna, Staedelschule; Volker Keller, Osthafenbruecke). Oltre 100 installazioni sono state realizzate in diversi luoghi della città da artisti, architetti, lighting designer, performer e musicisti, catalizzando l’interesse di migliaia di visitatori e pure degli stessi residenti. Si tratta di interventi suggestivi che espandono i tradizionali ambiti operativi per suggerire inedite modalità di riqualificazione e fruizione dello spazio urbano ma anche, nello stesso tempo, di tentativi riusciti per ridefinire una nuova dimensione di vivibilità e socialità.

Informazioni su DP

http://dpremoli.appspot.com/
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