Dieci parole per il futuro. Parte 1 di 3

Technogym Village, Cesena; progetto Antonio Citterio and Partners, 2012.

Technogym Village, Cesena
progetto di Antonio Citterio and Partners, 2012.

Innovare per (r)esistere. Questo il messaggio declinato da dieci imprenditori leader del Made in Italy che non si sono arresi alla crisi. In occasione dell’ultima edizione di Smau Milano 2013, tra multinazionali della Rete e start up ad elevato tasso di innovazione, è stato presentato, promosso da Economyup.it, il Manifesto che raccoglie dieci parole-chiave per una crescita possibile, suggerito da altrettanti imprenditori che propongono valori e comportamenti per un futuro prossimo.
Proponiamo, in rigoroso ordine alfabetico d’autore, la sintesi dei loro contributi, suddivisi in tre parti. Nella prima: Paolo Ainio (Banzai): digitale; Nerio Alessandri (Technogym): creatività; Fabio Cannavale (Bravofly Rumbo Group): startup; la seconda vede protagonisti: Brunello Cucinelli (Cucinelli): Made in Italy; Sergio Dompé (Dompé Farmaceutici); innovazione; Oscar Farinetti (Eataly): coraggio; la terza e ultima: Federico Grom e Guido Martinetti (Grom): ottimismo; Federico Marchetti (Yoox): futuro; Remo Pedon (Gruppo Pedon): internazionalizzazione; Gian Luca Sghedoni (Kerakoll): sostenibilità.

Digitale è la keyword suggerita da Ainio. “L’impatto sull’economia e sulla vita quotidiana delle tecnologie digitali è sotto gli occhi di tutti. Gestirle, usarle è una grande opportunità di crescita. Ad esempio, quando compro in un sito di ecommerce, i miei atti possono essere analizzati: l’atto finale può essere quello di acquistare una macchina fotografica, ma dal percorso escono così tanti “aggettivi qualificativi” da consentire al “negozio virtuale” di indirizzare la mia scelta meglio di qualunque commesso in carne ed ossa. Questa nuova “ricchezza” dell’informazione è il vero valore del digitale”.

Per Nerio Alessandri: “C’è una tecnologia unica e inimitabile che si chiama creatività. È facile da esportare ma difficile da copiare. Non ha limiti di applicazione. E farà la differenza nella competizione internazionale. L’Italia ha tutte le carte in regola per cogliere questa opportunità ed essere protagonista: la nostra storia e la nostra cultura ci rendono credibili. Se riusciremo a mettere a sistema le nostre unicità ci possiamo posizionare come primo produttore mondiale di benessere, la benzina della creatività”.

Aggiunge Cannavale: “La voglia di fare. La capacità di rischiare. E di innovare. È la forza delle startup. E un valore per il sistema economico quando diventano imprese. Tutti possono fare startup: puoi pensare a cose impossibili, creare business che non esistevano, rischiare tutto perché non hai nulla da perdere, ma la vera sfida che bisogna affrontare in Italia è trasformare una startup in un’azienda”.

Informazioni su DP

http://dpremoli.appspot.com/
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