Io sono Cultura

Io_sono_Cultura_report_2013“Abbiamo scelto quest’anno di ribattezzare il rapporto: “Io sono Cultura” e non più “L’Italia che verrà”, perché questa Italia è già qui, oggi. Sono dati che parlano chiaro: la cultura non si tocca. Non per un riflesso condizionato, non per una aristocratica passione per il passato e le cose belle. Ma perché è la cultura – con nuove e impreviste contaminazioni: designer e piccoli artigiani, creativi e industrie, artisti e stilisti, smanettoni e contadini – a sostenere e far girare la parte più innovativa, dinamica e reattiva del nostro sistema produttivo. È il lievito del saper fare italiano, della capacità irripetibile di incorporare nei nostri prodotti la bellezza che respiriamo”. Così nella Premessa, firmata da Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere, ed Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola, del Rapporto 2013 sullo stato della cultura nel nostro Paese.

In sintesi: le imprese del sistema produttivo culturale (tra industrie culturali propriamente dette, industrie creative, attività produttive ad alto valore creativo ma ulteriori rispetto alla creazione culturale in quanto tale, patrimonio storico artistico, performing arts e arti visive) sono, nel 2012, quasi 460 mila, il 7,5% del totale delle attività economiche nazionali. In crescita del 3,3% sul 2011, circa tre punti percentuali in più rispetto a quanto rilevato per l’intero tessuto imprenditoriale italiano. A queste imprese dobbiamo 75,5 miliardi di euro di valore aggiunto (il 5,4% del totale; che diventano 80,8 miliardi, 5,8%, se includiamo pubblica amministrazione e non profit). In queste imprese lavora il 5,7% del totale degli occupati del Paese, quasi 1,5 milioni di persone: +0,5% in un anno, mentre l’economia perdeva lo 0,3%. L’export del sistema, triplicato nel corso di vent’anni, ha superato nel 2012 i 39 miliardi di euro. E il saldo commerciale registra un attivo di 22,7 miliardi, record da quando esiste l’euro. Mentre la crisi imperversa, mentre un pezzo consistente dell’economia nazionale fatica e arretra, il valore aggiunto prodotto dalla cultura tiene, guadagna terreno. E non è un caso che tra i territori che più contribuiscono a questo successo, si trovano quelli che hanno anche una forte vocazione manifatturiera.

Report integrale, consultabile e scaricabile nel formato pdf, al link: Io sono Cultura – L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi – Rapporto 2013.

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