L’ufficio e l’ADI Design Index 2013

“Il percorso creativo è trasversale e permette di cambiare paradigma. Il ruolo visionario del progetto è davvero fondamentale. I temi più attuali sono l’ambiente, la libertà, la qualità della vita futura”. Così il presidente dell’ADI Luisa Bocchietto nell’introduzione del Design Index 2013. E aggiunge: “Ogni vero progetto, nella cultura che ci contraddistingue, si propone di modificare in meglio il mondo e di aggiungere un piccolo o grande tassello, verso una felicità condivisa. La differenza tra merce e design sta tutta qui, nel processo consapevole di creazione di prodotti utili, innovativi e oggi più che mai attenti al contesto globale. […] un conto è rispondere alle attese del marketing, altro è immaginare diverse e più utili funzioni, minori sprechi, nuovi percorsi da intraprendere, più giusti e più etici”.

E tra le segnalazioni raccolte nell’ADI Design Index 2013 pubblicato da Corraini Edizioni (Isbn 9788875704223), che ricordiamo concorreranno al Compasso d’Oro 2014, quante sono quelle che riguardano specificamente il settore ufficio? Zero! Nessuna scrivania, nessuna seduta, nessuna parete divisoria.

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Selezione ADI Design Index 2013:

Frame
Studio FM Milano
DesignTaleStudio
Refin Ceramiche
Frame_Refin
Filo
Ecal
 
Alessi
Alessi_Filo
3D Surface
Jacopo Cecchi
Romano Zenoni
3D Surface
3D_Surface

L’ufficio e l’ADI Design Index 2011
L’ufficio e il Compasso d’Oro

Informazioni su DP

http://dpremoli.appspot.com/
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4 risposte a L’ufficio e l’ADI Design Index 2013

  1. Louie ha detto:

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  2. Andrea Perini ha detto:

    Vero. In questo momento purtroppo, dopo oltre 4 anni di crisi pesante del settore, le poche risorse rimaste sono investite per cercare di rimanere in vita. Ma questo è non prescinde dalla necessità di investire nel prodotto, nella comunicazione e nell’internazionalizzazione. Ne è un esempio, nel nostro piccolo, la collezione Sound of Silence di Sagsa. Un investimento non da poco e volto alla massimizzazione del benessere acustico negli uffici, già integrato in un arredamento 100% riciclabile e no fire.
    http://www.sagsa.net

  3. massimo tacconi ha detto:

    È evidente la crisi di un settore specifico che è legata al “momento” ??? economico in Italia; la situazione è semplice: o riprende l’economia sia quella di servizi che quella strettamente legata alla produzione di beni che abbiamo voluto e/o dovuto delegare ai “Paesi emergenti” (Cina & C.) oppure semplicemente il settore diventerà così piccolo da non essere nemmeno quantificabile. Le aziende italiane, come ho già detto in altri interventi, hanno reagito molto male con prezzi sempre più bassi e prodotti sempre più tristi, innescando una guerra tra poveri (vendite dirette saltando i dealer a sconti esagerati allegandoci anche servizi di scarico, montaggio pre e post vendita e chi più ne ha più ne metta) e i bilanci del 99% delle aziende del settore ne sono lo specchio fedele.
    Io come dealer qualificato continuerò a fare il mio lavoro solo e soltanto se avrò una corretta marginalità oltre che per i prodotti che offro anche per l’elevato servizio che garantisco, per non fare la fine di molti miei colleghi che hanno provato a rincorrere le aziende nelle vendite dirette con sconti astronomici per poi fallire miseramente lasciando debiti alle aziende fornitrici.
    http://www.tacconiedesign.it

  4. Danilo Premoli ha detto:

    È innegabile la crisi che investe il settore ufficio, ma proprio per questo la produzione di arredi dedicati al lavoro avrebbe meritato maggiore attenzione. Un paio di prodotti su tutti: le paretine acustiche Mitesco di Caimi Brevetti e le sedute per attesa Liquid Lounge di Castelli, per di più uscite da un design contest e firmate da giovani progettisti. E poi troviamo in catalogo il tavolino Chariot di Casamania presentato come “richiamo alla sproporzione”: da quando la sproporzione è un criterio di giudizio del design?
    http://dpremoli.appspot.com

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