SaloneUfficio 2013: le aspettative. Parte 13

Quali sono le aspettative per il prossimo SaloneUfficio 2013?
Alberto Bovo e Pinuccio Borgonovo completano con i loro contributi lo speciale pubblicato da Office Observer, che comprende interventi di progettisti, dei membri del Direttivo di Assufficio e delle aziende a commento del videointervento di Jean Nouvel.

Alberto Bovo, Hangar Design Group (05.04.2013)
Non si può che concordare con le osservazioni di Nouvel sull’esigenza di cambiamento profondo del concetto di ufficio. Ma al di là delle condivisibili riflessioni sulla necessità di creare spazi non solo di lavoro ma di incrocio e connessione, centrati sull’elemento umano e interpersonale, credo che la vera sfida per il presente e il futuro di cui il settore deve tener conto, sia riassumibile nei concetti chiave di nomadismo e ibridazione. La metamorfosi del lavoro è sotto gli occhi di tutti: sempre più mobili, sempre più connessi, occupiamo spazi fluidi, in movimento costruendo relazioni dinamiche con in nostri collaboratori, partner, fornitori, clienti. Gli spazi fisici cambiano con noi, mutano funzione, diventano spazi di relazione. Non è più necessario che si trovino in un ambiente predeterminato, ma possono essere sostituiti da luoghi temporanei, aree di coworking, spazi domestici rivisitati, delimitati da password e reti protette più che da pareti e strutture fisiche. Certo, ci sarà comunque bisogno da parte delle organizzazioni di un’architettura comune in cui far “abitare” gli spazi di lavoro e i loro fruitori, ma verrà sempre meno la sua funzione identitaria e simbolica, sostituita da un’architettura digitale che occuperà spazi virtuali ma non meno concreti o determinanti. Credo quindi che la “mutazione genetica” in corso oggi per il settore ufficio sia una conseguenza, che ancora forse non riusciamo a comprendere appieno, di quanto stiano cambiando le modalità di relazione all’interno dello spazio di lavoro. E, inevitabilmente, occorrerà partire da lì per immaginare l’ufficio del futuro.

Pinuccio Borgonovo, designer (05.04.2013)
Jean Nouvel propone un’idea interessante e condivisibile che porterebbe vantaggi significativi a tutti, migliorando le relazioni umane da un punto di vista lavorativo e sociale. Al centro del suo progetto è l’uomo, con le sue esigenze, le sue ambizioni e le sue difficoltà nella vita personale e lavorativa che si fondono l’una con l’altra. Il percorso verso questa nuova concezione del lavoro e di vita in parte è già in atto, ma richiede un radicale cambiamento di mentalità non ancora condiviso da tutti. Non è solo la visione di architetti e designer a dover cambiare, ma anche l’approccio al lavoro e ai rapporti interconnessi. Fiducia, responsabilità e autonomia sono i pilastri essenziali di questo cambiamento e non possiamo negare che il contributo più importante lo porterà la tecnologia informatica multimediale che peraltro ha già permesso dei notevoli progressi anche in settori tecnologicamente più avanzati del nostro. Mi aspetto e auspico che il progetto di Jean Nouvel possa favorire lo sviluppo di un’architettura meno protagonista e più consapevole dei bisogni individuali, delle esigenze ambientali, energetiche e umane, riconoscendo in esse un grande bacino di opportunità e una preziosa fonte di ispirazione.

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