Spazi contemporanei per la cultura

Maranello_BibliotecaLa nuova biblioteca di Maranello comincia a prendere forma nel 2007, quando il Comune bandisce il concorso di progettazione a procedura aperta “Progettare la cultura” che raccoglie circa 150 candidature provenienti dall’Italia e dall’estero. I due vincitori, Arata Isozaki e Andrea Maffei, nel giugno 2008 ricevono l’incarico per la progettazione definitiva, quella esecutiva e la direzione dei lavori; nel settembre del 2009 iniziano i lavori. Fin da principio, il progetto tiene conto degli obiettivi legati alla sostenibilità, al controllo dell’impatto ambientale, alla riduzione dei consumi.
Situata all’interno di un tessuto residenziale consolidato nel centro di Maranello, e distribuita su oltre 1.000 mq, la biblioteca sorge al posto di un edificio preesistente del quale sono state mantenute solo le tracce delle facciate est, nord e sud, che ridefinite come muri verdi, interamente ricoperti verso l’interno con edera, tracciano, insieme agli specchi d’acqua che accompagnano parte del perimetro vetrato, i nuovi orizzonti naturali che si offrono ai lettori e ai frequentatori della biblioteca.
L’interno della biblioteca ospita diversi ambienti: l’emeroteca, la fonoteca/videoteca, la ludoteca, la sala studio, l’archivio storico comunale, lo spazio per esposizioni e gli allestimenti temporanei, i luoghi per la lettura per un totale di 90 posti a sedere. Questi ultimi sono concepiti ora per i lettori adulti, ora per bambini e adolescenti. La distribuzione delle funzioni avviene su due piani. La sagoma curvilinea della biblioteca racchiude al piano terra un volume trasparente che ospita la caffetteria, gli spazi espositivi per l’associazione “Maranello terra del mito” e tutti gli ambienti di consultazione e lettura. Alla biblioteca si accosta sul lato sud un volume opaco, bianco puro come la biblioteca, contenitore dei servizi, delle scale per accedere agli interrati e alla ludoteca. Al piano interrato, un parallelepipedo pensato come uno spazio libero si articola attorno alla sala polivalente e allo spazio espositivo.
A proposito dell’atmosfera, dei giochi di luce, dell’interazione fra candore dei materiali e vivacità del paesaggio verde che circonda la biblioteca, Andrea Maffei, sottolinea: “Il volume si specchia su una superficie d’acqua che riverbera il colore verde intenso dell’edera sui muri di confine. Una pensilina aggetta verso gli spazi pubblici e rende riconoscibile l’architettura dalla strada; all’interno il bianco assoluto del pavimento in resina e degli arredi brilla del verde esterno riflesso attraverso la parete continua vetrata, che corre lungo la forma curvilinea. La luce che pervade l’open space della biblioteca si esibisce in un gioco di riflessi che rimbalzano dagli elementi bianchi degli arredi, del pavimento e delle strutture, all’acqua e alle vetrate continue trasparenti”.
(foto Alessandra Chemollo)

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