Guest Blogger: Alex Terzariol

[testo di Alex Terzariol]

Produzione sartoriale: le nuove dinamiche e la produzione di piccole serie

Se fino a pochi anni fa il designer progettava beni di consumo e anche in parte di investimento per la loro produzione in grandi serie, oggi si confronta con un mercato che ha cambiato molti dei suoi paradigmi.

Stanco di una produzione massificata e terribilmente anonima quasi tutta d’importazione, il consumatore richiede oggi un prodotto dotato di nuove caratteristiche e di nuove qualità. Significa una maggiore attenzione progettuale e un amore per il dettaglio, tutte doti capaci di distinguere una nuova generazione di prodotti rispetto al passato costituito da merci tutte troppo uguali e tutte troppo incapaci di esprimere valore. E questo non solo nel settore dell’arredo.

Un nuovo atteggiamento e una nuova impostazione progettuale richiesta al designer, che deve trovare una svolta creativa al suo progetto, ma deve anche sapere che investimenti troppo elevati nelle attrezzature e negli stampi non sono più ammessi poiché non giustificati dalle dimensioni di scala.

Si aprono così nuovi scenari e in questo grande processo di trasformazione viene riconsiderata una figura importante come quella dell’artigiano, il quale permette al designer maggiore libertà creativa a fronte di un numero limitato di pezzi prodotti e un’attenzione al costo finale del prodotto che non può uscire da certi parametri.

Non si vuole intendere qui solo l’artigiano secondo cliché classici: ci sono anche nuove realtà artigiane e sono quelle che si affacciano in questo orizzonte che, con attrezzature all’avanguardia sotto il profilo della lavorazione dei materiali, riescono a produrre alta qualità.

Nascono di conseguenza anche nuovi modelli di produzione seriale che si rifanno in certa misura all’impostazione dell’industria, ma capaci di creare la serie variata: tante piccole serie differenti tra loro e in grado di dare alta qualità al manufatto e di realizzare così il famoso fattore differenziale necessario per approcciare nuovi mercati.

E proprio dall’unione di queste due figure, il designer e l’artigiano, può nascere la sperimentazione, quell’arma segreta che serve per trovare e battere nuove strade e vincere così anche una crisi generalizzata di merci che si somigliano. Sperimentare significa rimettere in discussione certezze e procedimenti ormai collaudati, per trovare nuovi modelli e nuove metodologie del fare.

È però in quest’ottica che bisogna spostare l’obiettivo dai volumi al valore: può tornare così in auge proprio il fattore “produzione sartoriale”, sinonimo di grande attenzione per il dettaglio, quel Made in Italy che all’estero ci invidiano. [settembre 2012]


Alex_TerzariolAlex Terzariol
Alex Terzariol, industrial designer e managing partner di MM Design, si diploma presso l’Istituto Europeo di Design a Milano con un progetto di tesi sull’auto in collaborazione con il Centro Stile Fiat Auto. Nel 1987 inizia la propria attività lavorativa a fianco di Rodolfo Bonetto a Milano e nel 1990 vince a Londra, con un gruppo di lavoro, il primo premio del concorso “Plastic on the Road”, organizzato da General Electric Plastic. Nel 1991 fonda assieme ad altri partner lo studio MM Design, specializzato nel design industriale ed engineering di prodotto, che collabora con aziende internazionali in diversi settori della produzione industriale. Dal 2009 è presidente della delegazione territoriale ADI Veneto e Trentino Alto Adige e affianca da sempre attività di docenza.

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