15domande15: Antonio Perazzi

C’è differenza tra un progetto per l’indoor e un progetto per l’outdoor?
Se si parla del progetto di un giardino ci sono componenti imprescindibili che comportano un approccio legato alle trasformazioni biologiche, organiche. Almeno è quanto mi affascina. Nel progetto del paesaggio, col trascorrere del tempo, si è portati a pensare che le cose maturino, al contrario, negli interni, forse, che invecchino.

Quale accessorio per l’outdoor le piacerebbe progettare?
Ho disegnato molti vasi e contenitori per le piante, sedute, pergole, piscine… non saprei… Personalmente mi piace molto annaffiare: forse disegnerei una gomma per dare da bere al mio giardino che non si annodi.

Se non avesse fatto il progettista, cosa avrebbe voluto essere?
Facile: un giardiniere!

Quale prodotto ha immeritatamente vinto il Compasso d’Oro e quale è stato immeritatamente ignorato dalle giurie?
Immeritatamente vinto? Non lo so. Immeritatamente ignorato? Le palline di argilla/bombe di semi di Masanobu Fukuoka.

Con quali aziende ha collaborato lo scorso anno?
L’azienda con cui lavoro in via esclusiva si chiama paesaggio.

Come definirebbe in tre parole i suoi progetti?
Germogli, foglie, semi.

Il mondo sente la necessità di nuove sedie?
Di sedute comode senz’altro!

Di cosa non riesce a fare a meno?
Della natura selvatica.

Quale libro sta leggendo, non necessariamente di design, e quale l’ultimo letto?
Ho appena finito “E il giadino creò l’uomo” di Jorn de Précy.

Che musica ascolta?
Da “Into the Wild” di Eddie Vedder al “Volo del calabrone” di Rimskij-Korsakov; sono poi un collezionista di tutte le varianti jazz e non solo di “My favorite Things”.

Come si aggiorna?
Leggo molto, nella Rete e soprattutto libri: sono un oggetto che mi piace molto tenere in mano e sfogliare.

Che immagine c’è come sfondo del desktop del suo pc?
Una celebre foto di Life in cui Konrad Lorenz fa il bagno in uno stagno con tre oche.

Aggiorna lei il suo sito o c’è chi se ne occupa?
Lo faccio in maniera disordinata con collaboratori del mio studio.

Che cosa non è il design?
La perfezione spontanea di un fiore.

Come immagina il design tra dieci anni?
Mi piacerebbe fosse più consapevole, affettuoso, ironico.

[luglio 2012]


Antonio Perazzi
Nato a Milano nel 1969, ha frequentato la Facoltà di Architettura presso il Politecnico di Milano e si è specializzato presso i Kew Gardens di Londra. Nel 1998 apre il proprio studio a Milano; è consulente per la progettazione del paesaggio di molti studi di architettura. Dal 2008 firma la rubrica “Bustine di Paesaggio” sulla rivista Gardenia. È coautore di “Contro il giardino. Dalla parte delle piante” edizioni Ponte alle Grazie, 2007. È stato invitato a partecipare alle più importanti esposizioni internazionali: Biennale di Architettura di Venezia, 2000; prima edizione del Premio Martini per l’architettura del paesaggio, 2001; Festival international des jardins di Chaumont sur Loire, 2003; Féstival International des Jardins, Grand-Métis, Canada, 2004; Avant Gardens, Londra, 2009. Antonio Perazzi ribadisce nei suoi progetti l’importanza di agire sul paesaggio fondandosi sulla botanica e sulla conoscenza dei fenomeni biologici e che il giardino/paesaggio non è un organismo statico bensì vivente, in costante evoluzione e compito di chi se ne occupa è creare l’opportunità di raccontare e spiegare le dinamiche interattive degli organismi che lo compongono. È professore a contratto presso il Politecnico di Milano ed ha tenuto corsi presso facoltà in Italia, Francia, Austria, Cina, Giappone, Usa.

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