Elica ancora leader nella classifica “Best Worplaces Italia 2012”

Great Place to Work Institute Italia ha stilato la lista dei migliori ambienti di lavoro in Italia del 2012. Quest’anno, per la prima volta, gli organizzatori hanno scelto di presentare una distinzione tra “Large Companies” e “Small and Medium Enterprises”. I top 5 della prima classifica sono, nell’ordine: Elica, Fater, FedEx, Unilever Italia, McDonald’s Italia; della seconda: Tetra Pak, Cisco Systems, Microsoft Italia, Nissan Italia, W.L. Gore e Associati.

Elica, società che ha sede a Fabriano e leader mondiale nella produzione di cappe, si conferma prima in classifica come già nel 2011, e dopo essere stata sempre tra i top 5 nel 2010, 2009 e 2008.

Perché tanto successo? Risponde Andrea Sasso, AD Elica.

Qual è il vostro segreto per confermarvi sempre come la migliore aziende italiana per cui lavorare?
Direi senza dubbio la capacità di ascolto. Quando abbiamo deciso di partecipare all’indagine del Great Place to Work l’abbiamo fatto essenzialmente per ascoltare i nostri dipendenti, in modo tale da avere da loro un feedback diretto e spontaneo, non filtrato, su quello che Elica stava facendo. E nel corso degli anni non abbiamo smesso di ascoltare: nonostante gli ottimi risultati ottenuti nel corso degli anni e il primato raggiunto nel 2011 non ci siamo fermati e abbiamo deciso di sottoporci nuovamente all’indagine proprio per non perdere questo filo diretto con le persone che lavorano con noi. Diversamente avremmo rischiato di perdere un capitale importante che siamo riusciti a costruire e a rafforzare nel corso del tempo.

Quali sono le sfide della gestione del personale in un’azienda con una popolazione fortemente eterogenea, per ruoli, professionalità ed esigenze, come la vostra?
Elica è un’azienda internazionale dal cuore italiano. Abbiamo intrapreso il percorso di internazionalizzazione convinti che la diversità – di culture, di mentalità, di modi di intendere la vita professionale e personale – se ben gestita sarebbe stata fonte di arricchimento per tutti. Siamo andati all’estero quindi non per colonizzare e imporre un nostro modello ma per fare scambio di esperienze e trovare insieme il modello migliore per ogni singolo Paese. La sfida più grande per noi è sicuramente il business support e il people care, ossia il supporto delle risorse umane all’interno del business e la cura delle persone, in considerazione appunto della varietà che ci troviamo a vivere. Utilizziamo molto la leva della comunicazione interna e delle attività di employer branding, per far sentire tutti parte dello stesso Gruppo e far partecipare tutti di quanto accade in azienda, per rafforzare il senso di appartenenza all’azienda e l’orgoglio di lavorare in Elica.

Oltre ad essere attenti alla qualità del clima organizzativo, avete fondato la vostra cultura anche sull’attenzione agli spazi fisici dell’ambiente di lavoro, che riflettono i vostri valori e che avete “contaminato” con l’arte. Cosa vi ha spinti in questa direzione?
Per noi è importante la trasparenza, in tutto, sia nei confronti dell’esterno che al nostro interno. Questo concetto è uno dei principi alla base della nostra sede centrale, a Fabriano: tutto qui è trasparente, a partire proprio dagli spazi fisici. Abbiamo fatto un attento lavoro di recupero di architettura industriale e quello che era il primo capannone produttivo di Elica, di cui sono rimaste a vista le strutture, oggi è il cuore della nostra sede: abbiamo dato vita a una vera e propria piazza, la nostra Agorà, con tavolini e poltrone che vengono utilizzati sia per i momenti di pausa che per le riunioni. Il tutto circondato da vetrate. Questo modo di intendere lo spazio abbatte ogni tipo di barriera, non solo in senso fisico: facilita la comunicazione, lo scambio di idee e rende trasparente per chiunque ciò che accade. E la nostra Agorà ospita anche mostre dei lavori degli artisti che scelgono di collaborare con noi: nel 2007 è nata la Fondazione Ermanno Casoli, intitolata al fondatore di Elica, Ermanno, padre del nostro attuale Presidente Francesco Casoli. La Fondazione si occupa di mettere in contatto due mondi che apparentemente non hanno nulla in comune, arte e azienda, ma che invece insieme danno vita a straordinari progetti con benefici e vantaggi per entrambe le parti. L’uso dell’arte in azienda per noi contribuisce ad aumentare il nostro livello di creatività e innovazione.

Quali sono gli aspetti della cultura italiana che, pur mantenendo ovunque la matrice locale, volete trasmettere alle aziende che acquisite in tutto il mondo?
Noi italiani ci distinguiamo nel mondo per il nostro stile e per il design, per l’attenzione al particolare. Ma da ognuno dei Paesi di cui si compone Elica abbiamo qualcosa da imparare: la nostra cultura è un mix di tutte queste culture, siamo quindi al tempo stesso fantasiosi e pragmatici, flessibili e rigorosi, curiosi e tenaci e non ci stanchiamo mai di imparare, di osservare, di migliorare. L’elemento che in assoluti caratterizza chi lavora con noi è la passione per il lavoro che fa perché tutti sappiamo che con il nostro lavoro contribuiamo al benessere aziendale, tutti siamo protagonisti attivi di Elica.

[Courtesy Great Place to Work]

Informazioni su DP

http://www.danilopremoli.tk/
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