A tutela del design?

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge Sviluppo n. 70/2011 Prime disposizioni urgenti per l’economia (quello che contiene la famosa modifica della norma sul diritto di superficie sulle coste e che porta a 90 giorni il termine per il silenzio-assenso oltre il quale non è necessario attendere l’autorizzazione paesaggistica). Il decreto, all’articolo 8 comma 10, riporta:

“L’articolo 239 del decreto legislativo 10 febbraio 2005 n. 30, come modificato dal comma 1 dell’articolo 123 del decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 131, è sostituito dal seguente: “La protezione accordata ai disegni e modelli ai sensi dell’articolo 2, n. 10, della legge 22 aprile 1941, n. 633, comprende anche le opere del disegno industriale che, anteriormente alla data del 19 aprile 2001, erano divenute di pubblico dominio a seguito della cessazione degli effetti della registrazione. Tuttavia i terzi che avevano fabbricato o commercializzato, nei dodici mesi anteriori al 19 aprile 2001, prodotti realizzati in conformità con le opere del disegno industriale allora divenute di pubblico dominio
a seguito della scadenza degli effetti della registrazione non rispondono della violazione del diritto d’autore compiuta proseguendo questa attività anche dopo tale data, limitatamente ai prodotti da essi fabbricati o acquistati prima del 19 aprile 2001 e a quelli da essi fabbricati nei cinque anni successivi a tale data e purché detta attività si sia mantenuta nei limiti anche quantitativi del preuso”.

IlSole24Ore del 16 maggio 2011, nell’allegato “Il Decreto Legge Sviluppo”, nota: “Il comma 10 circoscrive la tutela dei disegni e modelli industriali con le forme previste per il diritto d’autore alle sole opere di disegno industriale divenute di pubblico dominio prima del 19 aprile 2001, in seguito alla cessazione degli effetti della registrazione. La protezione è esclusa per le opere di pubblico dominio mai registrate. Chi ha commercializzato o fabbricato, nei dodici mesi precedenti al 19 aprile 2001, prodotti realizzati in conformità con le opere di disegno industriale divenute di pubblico dominio, non risponde di violazione del diritto d’autore”.

Ora la domanda è: con tutto quello che si è detto e fatto e con tutto quello che rimane da fare sulla tutela del design e del Made in Italy, chi ha pensato e steso questo comma (sì, mi piacerebbe sapere nome e cognome)? Cosa crede di ottenere? Una nuova scossa all’economia? La nostra economia o quella di altri Paesi che continueranno così a copiare il nostro design?

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